Il Canale di Suez resta bloccato, si stima una perdita di 9,6 miliardi al giorno

Il Canale di Suez resta  bloccato, si stima una perdita di 9,6 miliardi al giorno

Vale il 12% del commercio mondiale. I transiti attraverso il Canale hanno mostrato una notevole resilienza agli effetti della pandemia oltrepassando il miliardo di tonnellate di merci nel 2020. Il numero totale di transiti per l’anno 2020 è stato di 18.829 navi.

 Si allungano i tempi per liberare la nave portacointaner Ever Given che causa il blocco, in entrambe le direzioni, del Canale di Suez, una delle principali rotte commerciali del mondo. Il timore è che i giorni diventino settimane con una perdita giornaliera che Bloomberg stima in 9,6 miliardi di dollari.

 

La gigantesca imbarcazione, lunga 200 metri, larga 59 e con una capacità di 220 mila tonnellate, si è arenata diagonalmente martedì scorso a causa delle forti tempeste di sabbia che hanno ridotto la visibilità in uno dei punti più critici dei 173 chilometri che compongono lo stretto artificiale egiziano.

 L’armatore giapponese Shoei Kisen Kaisha, proprietario della Ever Given, ha spiegato che “si sta cercando di riportare a galla la nave, ma ci troviamo di fronte a difficoltà estreme”. L’azienda nipponica si è poi scusata “sinceramente” per aver causato “una grande preoccupazione alle navi presenti nel canale di Suez e a quelle che hanno intenzione di attraversarlo”. Poi ha confermato quella che, per ora, è l’unica buona notizia dell’intera vicenda: “Nessun ferito dell’equipaggio e nessuna perdita di carburante sono state rilevate”.

Toshiaki Fujiwara, funzionario della Shoei Kisen Kaisha, ha detto all’Agenzia Afp che “non sappiamo ancora quanto tempo ci vorrà” per rimettere in sesto la nave. “Non abbiamo ancora nessuna notizia di progressi. Ora stanno cercando di scavare ed eliminare la terra sotto la prua della nave. Le operazioni di rimorchio riprenderanno quando si alzera’ la marea”, ha aggiunto specificando che la nave aveva una polizza assicurativa, ma che l’azienda non è a conoscenza dei dettagli o di eventuali costi in questa fase. “È solo l’inizio”, ha concluso.

La situazione è talmente spinosa e complicata che in campo è scesa anche Smit Salvage, azienda specializzata in salvataggi marittimi, che in passato si è occupata anche dello spostamento della Costa Concordia, dopo il naufragio al largo dell’isola del Giglio nel 2012, e del sottomarino nucleare russo Koursk.

Peter Berdowski, amministratore delegato di Royal Boskalis, societa’ che ha acquisito Smit Salvage nel 2010, ha dichiarato a una televisione pubblica olandese che l’operazione per liberare il Canale di Suez potrebbe richiedere “giorni o addirittura settimane”. Intervistato in un talk show, Berdowski ha paragonato la Ever Given a “una balena molto pesante arenata sulla spiaggia”.

La squadra di Smit Salvage “sta valutando una serie di ipotesi per decidere come meglio liberare la nave battente bandiera panamense”, ha spiegato ancora Berdowski sottolineando come sia importante, ad esempio, “guardare quanta acqua e quanto carburante c’e’ all’interno dell’imbarcazione” ammettendo che “sono calcoli complessi”.

Intanto l’autorità egiziana che gestisce il Canale ha confermato la “sospensione temporanea della navigazione” fino a quando la Ever Given non verrà liberata. Il portavoce, George Safwat, ha riferito che “13 navi entrate nel passaggio settentrionale rimarranno attraccate nelle aree di transito fino a quando le operazioni non saranno completate”.

Il blocco della rotta commerciale sta mettendo in luce la portata dei danni economici che sta provocando. La stima di Bloomberg si basa sulle valutazioni espresse dal sito specializzato Lloyd’s List che divide così il valore delle due rotte: 5,1 miliardi di dollari generati dal traffico che va dal Mediterraneo verso l’oceano Indiano; 4,5 miliardi quello relativo alla direzione opposta.

Secondo il quotidiano finanziario, inoltre, l’incidente avrebbe messo in attesa circa 185 navi, una cifra che sale a quasi 300 se si contano anche quelle che hanno indicato Suez nel loro itinerario di viaggio. Tra queste, nella lista pubblicata da Lloyd’s List, ci sono 24 petroliere, 16 vettori che trasportano Gnl o Gpl, 33 portacontainer e 15 navi cisterna. Per Arthur Richier, analista senior di Vortexa, almeno 13 milioni di barili di greggio potrebbero essere interessati dall’interruzione del canale marittimo egiziano. 

Anche l’Europa, destinataria di molte merci, potrebbe subire l’impatto dell’evento con conseguenze che potrebbero colpire il porto di Rotterdam “per diverse settimane”. Ad affermarlo a un’emittente olandese è il portavoce di Europe Container Terminals (Ect), Rob Bagchus.

Oltre all’Egitto, infine, si muove anche Panama. Ever Given possiede infatti una tripla anima. È stata costruita in Giappone per volere di un armatore nipponico ma naviga per un operatore taiwanese, Evergreen marine, dopo essere stata registrata nel porto di Panama City. Per questa ragione, le autorità marittime dello stato dell’America Centrale apriranno un’indagine sull’incidente.

“Stiamo nominando un investigatore che redigerà un rapporto per capire con certezza quali sono stati gli eventi che si sono verificati” ha detto il capo della Direzione Generale della marina mercantile (AMP), Rafael Cigarruista. “Ci stiamo coordinando con le autorità locali, e l’ambasciata e il consolato sono stati in costante comunicazione con le autorità egiziane”, ha detto aggiungendo di avere già “informazioni sufficienti” per stilare un rapporto preliminare, che secondo lui potrebbe essere pronto “nei prossimi 15-30 giorni”.

I numeri del Canale 

Circa il 12% del commercio mondiale: tanto vale, in termini strategici, il Canale di Suez oggi bloccato a causa di un incidente. Questi i principali dati, secondo quanto emerso dagli studi di SRM, il Centro Studi di Intesa Sanpaolo.

Traffico

I transiti attraverso il Canale hanno mostrato una notevole resilienza agli effetti della pandemia oltrepassando il miliardo di tonnellate di merci nel 2020. Il numero totale di transiti per l’anno 2020 è stato di 18.829 navi.    

Navi

Sono 5.113 i transiti di Dry Bulker (navi che trasportano carichi secchi), in aumento del 21,7% nel 2020, 5.006 transiti di Tankers-navi petroliere (-3%), 4.710 i transiti delle navi portacontainer (-12,4%). Più del 20% delle navi in ​​transito per Suez è nuovo naviglio (ha attraversato il canale per la prima volta nel 2020), attratte dagli sconti tariffari nuovi introdotti nel periodo Covid-19. 

Ricavi

In termini finanziari, il 2020 è stato il terzo anno più ricco nella storia del Canale, i cui ricavisono stati pari a 5,61 miliardi di dollari, in calo del 3,3% rispetto ai 5,8 miliardi di dollari dell’anno precedente. ($ 5,3 miliardi nel 2014).  

Energia

Circa il 7% del commercio mondiale di oil via mare passa attraverso Suez; cosa che rende il Canale il 4° checkpoint più importante e strategico al mondo.    

Il peso di Suez per l’Italia

La rotta degli scambi via mare tra l’Italia ed i paesi asiatici passa attraverso Suez che è uno snodo fondamentale anche per il progetto cinese della Via della Seta. Nel 2020 questi sono stati pari a 82,8 mld di euro, ovvero il 40,1% del commercio marittimo complessivo del nostro Paese. 

I rischi

Vi sono dozzine di navi ai varchi del Canale che attendono lo sblocco dei transiti. Il rischio conseguente all’incidente verificatosi nel Canale è che si possa creare una congestione nei porti europei.

AGI – Agenzia 


Redazione

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