Il Fondo di Garanzia riconferma la sua fiducia all’innovazione

Il Fondo di Garanzia riconferma la sua fiducia all’innovazione

Il 22 marzo 2021 è stato pubblicato il 23° Rapporto Periodico, dati al 31 dicembre 2020 (Le imprese innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI) riguardante i finanziamenti verso le PMI innovate e start-up innovative, a cura della Direzione per la Politica Industriale, l’Innovazione e le PMI del Ministero, in collaborazione con MedioCredito Centrale.

Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI) è un fondo pubblico che come “garante” facilita la concessione di prestiti bancari: la garanzia copre l’80% del prestito erogato dall’istituto di credito al richiedente per un massimo di 2,5 milioni di euro. La modalità di attivazione è semplice, gratuita e diretta sia per le PMI innovative, che per le start-up innovative ed incubatori certificati.

Dal Rapporto emerge che il Fondo al quarto trimestre 2020 ha gestito circa 11.183 operazioni tradottesi in 9.488 concessioni di prestito, per un valore potenziale di circa due miliardi di euro di finanziamenti. Tra queste le start-up innovative che hanno ottenuto il credito bancario sono 5.183, per un ammontare medio per singola operazione erogata di €185.896, in minore diminuzione rispetto allo scorso trimestre (circa €191mila) e per un totale di €162.080.427, con una conseguente crescita del numero di start-up beneficiare di circa 574 unità rispetto all’ultima rilevazione del 30 settembre 2020.

Dunque, nell’ultimo trimestre sono 1.172 le operazioni relative alle start-up innovative, per un totale di 163 milioni di euro mobilitati, di cui 93 già erogati in finanziamenti ed il restante in attesa.

Al 31 dicembre 2020 si contano invece 1.041 PMI innovative beneficiarie, 254 in più rispetto allo scorso, per un valore medio delle operazioni risultate nell’erogazione di un prestito pari a oltre 320 mila euro, e con una erogazione di credito pari a €906.632.485, incremento di 600 milioni di euro rispetto al 2019.

Le operazioni che invece hanno interessato gli incubatori certificati sono 83, delle quali 69 sono state erogate verso 32 imprese, mobilitando circa 37 milioni di euro.

Un dato rilevante riguarda le operazioni per le quali è stata adottata la modalità di intervento con controgaranzia – non più concesso dal 31 dicembre 2020 -, ovvero quelle operazioni nelle quali fa da garante non solo in via diretta il FGPMI, ma anche un altro intermediario come un fondo, persona privata o confidi: un totale di 765, ovvero il 6,8% del totale per un valore di 89,6 milioni di euro.

Il tasso di sofferenza bancaria delle start-up (4,6%) – il rapporto tra le operazioni passate in sofferenza, ovvero quando la riscossione da parte della banca non è certa per una situazione di insolvenza del cliente e le operazioni accolte nel periodo di osservazione – è elevato a distanza di sette anni dalla prima operazione rispetto a quello delle altre società di capitali di recente costituzione (3,6%).

Altro indicatore interessante riguarda la ripartizione territoriale: la Lombardia avrebbe ottenuto il maggior numero di operazioni (675) e la maggior quantità di risorse mobilitate (274 milioni di euro), essendo anche la regione con il maggior numero di start-up innovative. Secondo lo studio ciò “riflette un notevole gap Nord-Sud nell’accesso allo strumento”: in linea generale, le regioni più popolose del Nord superano la media nazionale (410), mentre quelle del Centro, con l’eccezione del Lazio, e del Mezzogiorno, ad esclusione della Campania, sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa”.

Quest’ultimo rapporto riconfermerebbe quindi come il modello del Fondo di Garanzia funzioni per le start-up e PMI innovative, soprattutto in periodi in cui il bisogno di cassa è più accentuato, ovvero il 2020 che ha visto stanziati in finanziamenti €700 milioni alle PMI innovative e 421 alle start-up innovative.

Giacomo Mele


Redazione

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