Le terapie

Le terapie

 I provvedimenti normativi che dovrebbero “salvare” l’Italia hanno iniziato a “vedere” la luce. Da noi, resta complesso far maturare gli esordi atti a risolvere i maggiori problemi che ci angustiano e correlati anche alla grave crisi economica. Del resto, proprio per non determinare una flessione più generale del problema, tutto sembrerebbe procedere in modo coerente; ma solo a parole. L’analisi dell’attuale realtà non ci conforta. Non bastano azioni speciali per determinare una concreta inversione di tendenza che, da noi, dovrebbe essere preceduta da un programma per ridare stimolo alla produttività anche se ancora in area pandemica. Quando i progetti indugiano sulla carta, l’economia resta inchiodata sul Golgota della recessione. Dato che il fatto non può essere sottaciuto, sarebbe meglio affrontarlo con i mezzi dei quali, realmente, possiamo disporre. Cioè ben pochi. Tutto il resto è esibizione e neppure di buona lega. Ma l’Italia ha bisogno di effettività. Solo un coordinamento a livello UE, entro l’autunno, potrebbe ridare corpo operativo al lavoro e a chi lo fornisce. Questa Pandemia, ha “frenato”certi programmi. Le nuove, possibili, strategie restano confinate nel varo di un “accordo” del quale non conosciamo i limiti operativi. Quello che persiste è una logorante vuoto d’iniziative. Per tentare di uscire dal tunnel della crisi, ci vorrebbero proposte differenti; se non nuove, almeno percorribili. Invece, si tira avanti con provvedimenti che si presentano bene, ma che hanno ancora problemi d’ampia diffusione. I “rimedi” salva Italia sono ancora lontani.

Giorgio Brignola


Redazione

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