I piccoli Comuni italiani  presto osservati speciali per un loro radicale rilancio

I piccoli Comuni italiani  presto osservati speciali per un loro radicale rilancio

Giovanni Mercadante

On Nunzio Angiola

Non più Cenerentole nel panorama nazionale i piccoli Comuni italiani, a cui si sottraggono investimenti perché secondari nella logica della programmazione da parte del governo centrale. 

Un cambio di passo necessario, fa sapere  il comunicato stampa diffuso dal Partito d’Azione di Carlo Calenda  tramite  suo referente pugliese On. Nunzio Angiola.

Il depauperamento dovuto allo spopolamento dei residenti dal luogo di nascita, all’abbandono di antiche strutture, alla mancata manutenzione affidata agli stessi abitanti, allo svilimento della cultura territoriale, hanno portato i promotori di Azione a studiare il fenomeno sotto un’altra luce per recuperare le nostre radici.

Perciò, su proposta di Carlo Calenda, l’On. Nunzio Angiola è da oggi il delegato nazionale di Azione per “Aree interne e piccoli comuni”. Assumerà quindi la responsabilità di questa area tematica. Il Comitato promotore di Azione ha ratificato la nomina.

Le Aree interne rappresentano da Nord a Sud circa il 60% del territorio nazionale, il 52% dei comuni e circa 13 milioni e mezzo di abitanti, ossia il 22% della popolazione italiana. Tali aree sono individuate in base alla distanza dai centri che offrono servizi fondamentali come quelli sanitari, l’istruzione e la mobilità.

I piccoli comuni sono i comuni con una popolazione pari o inferiore alle 5.000 unità. Stiamo parlando di 5.495 comuni su 7.903 comuni italiani, ossia il 70% dei comuni italiani.

“Aree interne e piccoli comuni – ha affermato l’on. Angiola – hanno subito nel tempo un pauroso spopolamento e una tremenda desertificazione. Si abbandonano campi, antichi mestieri e saperi nei settori tipici e tradizionali. Si abbandonano case e masserie costruite con grandi sacrifici. I giovani fuggono appena ne hanno la possibilità. Il territorio, senza una cura idonea e una manutenzione appropriata, diventa di giorno in giorno sempre più fragile e vulnerabile, rispetto agli eventi meteorologici o ai sempre presenti interessi speculativi. Per non parlare del fatto che la minore presenza umana stimola gli appetiti delle organizzazioni criminali”.

“Eppure – ha aggiunto Angiola – questi luoghi vanno rivalutati e recuperati. I prodotti genuini, il contatto con la natura incontaminata, le tradizioni popolari, la religiosità di un tempo, il mondo a misura d’uomo, sono ricchezze di inesauribile valore che vanno custodite e trasmesse intatte alle future generazioni. Sono le nostre radici, sono i valori che abbiamo ereditato dalla civiltà contadina”.

“Noi di Azione ci adopereremo ed io personalmente mi adopererò affinché tutto questo diventi possibile, affinché si ridia dignità ai piccoli comuni, affinché preservazione, recupero, valorizzazione e rilancio di questa “Italia minore”, spesso abbandonata, diventino una priorità”, ha concluso l’On. Angiola.


Redazione

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