Vaccinarsi è un dovere

Vaccinarsi è un dovere

di Federico Girelli*

Io sono un privilegiato. L’8 marzo ho ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

Sono un privilegiato perché in quanto docente universitario ho potuto vaccinarmi prima di tante altre persone.

Attendono ancora di esser vaccinate tante persone anziane od anche persone con disabilità, così come tanti altri nostri concittadini che ordinatamente stanno aspettando il loro turno.

È urgente vaccinare anche chi presta assistenza alle persone prive di autonomia o a quelle che in ragione della loro condizione (pensiamo alle persone con autismo) necessitano di un supporto che non può prescindere dal contatto stretto.

Proprio perché consapevole di essere destinatario di un privilegio, ho ritenuto a maggior ragione mio dovere vaccinarmi quando me ne è stata offerta la possibilità: proteggendo noi stessi, proteggiamo anche coloro che ancora non hanno potuto accedere alla vaccinazione o le persone che magari per via di una particolare patologia non debbono vaccinarsi.

Appena possibile, vacciniamoci, vacciniamoci tutti.

L’auspicio, francamente, è che non occorra scomodare «i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» imposti dall’art. 2 della Costituzione, ma che basti fare appello alla nostra umanità.

L’immagine del presidente della repubblica seduto assieme ad altre persone della sua età, mentre attendeva di vaccinarsi, è un messaggio che non ha bisogno di (ulteriori) parole.

 

*Professore di Diritto Costituzionale

Delegato del Rettore per le Disabilità

Università degli Studi Niccolò Cusano – Roma


Redazione

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