Draghi a Bergamo per inaugurare il bosco della memoria per le vittime della pandemia

Draghi a Bergamo per inaugurare il bosco della memoria per le vittime della pandemia

Il 18 marzo e’ una data simbolica nella battaglia contro la pandemia di Coronavirus: e’ di esattamente un anno fa la pubblicazione del video della lunga colonna di camion dell’esercito che lasciavano Bergamo con a bordo le bare delle vittime che la citta’ non era in grado di accompagnare alla cremazione. Un’immagine che e’ stata definita “indelebile” dal presidente del consiglio Mario Draghi, a Bergamo per inaugurare il bosco della memoria delle vittime della pandemia, e che e’ stata scelta dal parlamento per individuare la giornata di commemorazione alle vittime del Covid.

“Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadra’ piu’ che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette”, ha detto il premier evidenziando che “il governo e’ impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel piu’ breve tempo possibile. Questa e’ la nostra priorita’”. Draghi ha poi garantito che “qualunque sia la decisione di Ema sul vaccino Astrazeneca, il cui parere definitivo e’ previsto per oggi, la campagna vaccinale proseguira’ con la stessa intensita’, con gli stessi obiettivi. L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiutera’ a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche. Abbiamo gia’ preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti”.

Il Covid ha fatto circa 670 morti a Bergamo e circa 6 mila morti in provincia. Il dramma della citta’ orobica, assurta a simbolo della prima ondata della pandemia, e’ tutto in quel “circa” espresso dal sindaco Giorgio Gori davanti al presidente del Consiglio Draghi all’inaugurazione del “bosco della memoria”: 850 piante che saranno messe a dimora davanti all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove ci sono ancora decine di persone ricoverate “una trincea contro il virus”, lo ha definito Gori spiegando che invece nel bosco si terranno incontri dedicati ai bambini e alle famiglie, laboratori, lezioni di educazione ambientale per le scuole. Un “monumento che respira” lo ha definito Gori, in contrapposizione alla “fame d’aria” che vivono i malati piu’ gravi di Coronavirus. “La meta’ dei nostri morti – ha sottolineato il sindaco – non figura nelle statistiche ufficiali riguardanti la pandemia. Migliaia di nostri cittadini, centinaia in citta’, sono deceduti con i sintomi del Covid, ma senza una diagnosi”. La prima tappa della visita a Bergamo del Presidente del Consiglio e’ stato il cimitero della citta’, per rendere omaggio ai caduti della pandemia, accolto da Gori e dal presidente della Regione Attilio Fontana; dopo la deposizione di una corona, per Draghi e’ stato il momento di un raccoglimento sulle note del “silenzio”, dedicato a quelle vittime che, dopo nel momento istituzionale, avrebbe ricordato: Don Fausto Resmini era il prete degli ultimi, a lui e’ stato intitolato il carcere di Bergamo di cui era il cappellano.

“Con lui rendiamo omaggio ai sacerdoti della diocesi bergamasca deceduti per il virus”, ha evidenziato il premier, mentre tra i sindaci storici di questa comunita’, Draghi ha rivolto un pensiero a Piero Busi, primo cittadino per 59 anni di Valtorta, morto nella casa di riposo che aveva contribuito a creare. E a Giorgio Valoti di Cene, 70 anni, al suo quarto mandato. Tra gli operatori sanitari: Maddalena Passera, medico anestesista, deceduta a 67 anni poco dopo suo fratello Carlo, medico di base. Diego Bianco, 46 anni, un operatore del fondamentale servizio del 118 della Soreu di Bergamo. Tra le forze dell’ordine, l’appuntato scelto dei Carabinieri Claudio Polzoni, 46 anni. “Con loro ricordiamo tutte le vittime della pandemia e ci stringiamo intorno alle loro famiglie”, ha sottolineato. Un momento istituzionale per il quale in sindaco Gori ha ringraziato il Presidente del Consiglio perche’ “ci fa sentire che lo Stato c’e’ e vuole manifestarci la sua vicinanza. Il 28 giugno scorso la presenza del presidente Mattarella al Requiem che dedicammo a queste stesse vittime del Covid fu per noi come una carezza dopo 4 mesi di dolore”. Ma Gori, rivolgendosi a Draghi dicendogli che “la sua presenza ci comunica fiducia”, ha colto anche l’occasione per dire quello che il territorio si aspetta dal governo: “Confidiamo in una gestione efficiente della campagna vaccinale, nel sostegno tempestivo e adeguato alle famiglie, alle categorie e alle imprese penalizzate dalle misure di contenimento dell’epidemia e nel miglior uso delle risorse dedicate dall’Europa al rilancio del nostro Paese”.


Redazione

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