Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

^^^

Il 16 marzo  1920 nacque, a Santarcangelo di Romagna, Tonino Guerra.

Nel 1944 fu deportato in Germania e rinchiuso in un campo d’internamento.  Durante la prigionia recitava sonetti ai compagni per distrarli dall’angoscia e dalla nostalgia di casa.

Tornato a casa, nel 1946 si laureò in Pedagogia all’Università di Urbino. Fece leggere le poesie composte durante la prigionia a Carlo Bo, che ne rimase piacevolmente colpito. Decise di pubblicarle, a sue spese e lo stesso Bo ne firmò la prefazione. Attorno a lui si formò a Santarcangelo un gruppo spontaneo di giovani poeti. Cominciò ad insegnare in una scuola di avviamento agrario. Nel 1950 partecipò al “Premio letterario Cattolica”, nel cui ambito vinse il “Premio Emilia”. In giuria sedevano tra gli altri Salvatore Quasimodo ed Eduardo De Filippo. Nel 1952 avvenne l’esordio narrativo con un breve romanzo, La storia di Fortunato, pubblicato nella collana Einaudiana “I gettoni“, diretta da Elio Vittorini, che avviò con il poeta romagnolo un lungo sodalizio. Nel 1953 si trasferì a Roma, dove iniziò una fortunata carriera di sceneggiatore. Durante la sua lunga attività collaborò con alcuni fra i più importanti registi italiani del tempo (Michelangelo AntonioniFrancesco RosiFederico Fellini, i fratelli Taviani). Per Fellini  firmò  Amarcod (1974) e Ginger e Fred (1986).

La belèzza

Quand che t’à mé pórt la próima vólta
a guardè e’ Bolschoj
e’ parévva che tótt i pèlch
i fóss una muntagna d’ór
ch’ l a m caschévva madòs.
E mè a stévva sla schéina pighéda;
mo tè t’à mé détt:
“Sta drètt che la belèzza l’a n pàisa”.

Quando mi hai portato per la prima volta
a vedere il Bolschoj
sembrava che tutti i palchi
fossero una montagna d’oro
che mi cadeva addosso.

E io stavo con la schiena piegata;
ma tu mi hai detto:
“Stai dritto che la bellezza non pesa”.


Redazione

Redazione