Le rive del mar Morto conducono alla vera storia delle Grotte di Castellana

Le rive del mar Morto conducono alla vera storia delle Grotte di Castellana

Ritrovato in Giordania da un giovane escursionista il simbolo delle Grotte di Castellana.

Di Giovanni Mongelli

Anche all’epoca dei social il fascino di un curioso ritrovamento non conosce confini né geografici né temporali. Alzi la mano chi da bambino, rovistando nella sabbia o nella terra, ha sognato almeno una volta di rinverdire i fasti di cercatori d’oro; deve essere andato un po’ così anche al giovane Osama Habib, che durante un’escursione famigliare nella valle del Giordano – nei pressi del suggestivo mar Morto – ha trovato una medaglia probabilmente bronzea con scolpita una caverna carsica su di una faccia e sull’altra lo slogan “Grotte di Castellana Grotte” Bari – La Postumia delle Puglia a contorno della torre, simbolo della città che campeggia anche sul gonfalone comunale. Questi dati sono stati immediatamente riversati one line da Osama per cercare di comprendere l’entità del curioso ritrovamento, imbattendosi in una serie di contatti più o meno istituzionali; fra questi, uno più di tutti il giornalista e operatore turistico Giandomenico Laera, che lavora sin da ragazzino nell’albergo di famiglia a pochi metri del meraviglioso complesso carsico sotterraneo, si è immediatamente attivato per dare risposte concrete.

“Ho bisogno di un piccolo aiuto da tutti voi” scrive Giandomenico Laera in un post lanciato nei principali social, con in allegato immagini delle medaglie in cui descrive la vicenda, continuando: “Un curioso singolare ritrovamento dall’altra parte del Mediterraneo mi ha portato a conoscere Osama Habib, un ragazzo originario della Giordania. Mi ha contattato su Instagram raccontandomi che durante un’escursione con la sua famiglia ha rinvenuto tra le colline ricche di ulivi mediorientali una medaglia raffigurante le Grotte di Castellana. Sarà sicuramente molto vecchia: dalle foto sembra di bronzo. Come sarà finita lì? Per me ancora un mistero”.

Nel frattempo, il ragazzo che probabilmente avrà contattato parecchi castellanesi per scoprire le origini di questo suo ritrovamento, ha voglia di conoscere la storia della medaglia, un suo possibile valore e una stima di quanti pezzi posso essere stati prodotti, una ricerca in cui Laera – titolare di un’agenzia di comunicazione che ha collaborato con il comune di Castellana Grotte fino allo scorso anno – ha chiamato in causa ogni esperto della comunità locale, a partire dal francescano Padre Pio D’Andola, commissario di terra santa del santuario della Madonna della Vetrana essendo stata trovata al confine della terra santa. Aggiunge Laera: “Ho pensato anche di rivolgermi a lui che nel frattempo sta conducendo delle ricerche con i frati che molte volte vengono chiamati in quelle zone per la collaborazione con gli scavi di reperti archeologici. La ricerca prosegue incessante da settimane.

“E’ da tempo che chiedo in giro” – conclude Laera – “ma non riesco a dare una risposta ad Osama. Ecco perché chiedo a tutti voi un aiuto su questa medaglia. Mi potrete contattare al numero 329/5463444 o tramite email all’indirizzo giandomobile@gmail.com. Diamo una mano a questo ragazzo e cerchiamo insieme di ricostruire la storia di questo curioso ritrovamento che ha portato una medaglia raffigurante le Grotte di Castellana dall’altra parte del mondo, il lato del Mediterraneo”. Un appello che ha suscitato immediate risposte, come quella di Simone Pinto, sindaco di Castellana Grotte dal 1995/2007 che dice: “Potrebbe trattarsi di una medaglia di rappresentanza, fatta coniare dal comune negli anni successivi della scoperta immediata, e azzarderei non oltre gli anni cinquanta. La definizione delle nostre Grotte come la Postumia delle Puglie, è quella coniata dal Professore Anelli Franco all’indomani della scoperta della fortunata Alba del 23 gennaio 1938, e ripetutamente utilizzata dai media del tempo almeno fino al fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, ovvero fino a quando Postumia era ancora in territorio italiano. Anche la stessa definizione al plurale della nostra regione (le Puglie) indurrebbe a pensare che si tratta di un periodo antecedente al 1948 o comunque non tanti anni oltre, ovvero fino a quando la denominazione “Puglia” fu definitivamente consacrata dalla Costituzione articolo 131”.

Ma perché la medaglietta finisce in Medio Oriente? “Le ipotesi possono essere tante” osserva Pinto “per esempio potrebbe averla ricevuta una qualche autorità civile o militare, dell’area geografica indicata in visita alle Grotte. Magari potrebbe aiutare una ricerca presso l’albo storico dei visitatori; mi viene anche da pensare al congresso internazionale di speologia svoltosi da 5 al 12 ottobre del 1958 tra Bari, Lecce e Salerno con il suo focus alle Grotte di Castellana.”

Sulla stessa falsa riga l’ipotesi formulata da un altro speleologo e appassionato di storia locale Pino Pace lui dice: “La medaglietta dovrebbe risalire ai primi anni 1950, all’epoca in cui era direttore delle Grotte il professore Anelli Franco. Infatti il motto “Postumia delle Puglie” compare per la prima volta sui titoli dei giornali italiani nel 1949, quando il professore era da poco giunto a Castellana e aveva assunto la direzione del complesso carsico. Nel 1950, inoltre, vi fu il IV congresso nazionale di speleologia che si tenne a Bari, e Castellana fu la sede di una delle escursioni. Potrebbe essere stata realizzata per quell’occasione.”

Alla luce di tutto ciò, bisogna che si indaghi a fondo, perché ne va della storia delle Grotte di Castellana, importantissimo per il suo proseguo e per tutta la città di Castellana Grotte.


Francesca Leoci

Francesca Leoci

Giovane appassionata di scrittura, mi apro a voi nel modo più semplice in cui posso esprimere me stessa: le mie parole (digitali). Blog d'opinione, dedicato ad articoli su rapporti umani, riflessioni personali e filosofia.