“Il sogno e il ricordo”

“Il sogno e il ricordo”

L’opinione

La esistenza dell’uomo, può essere sintetizzata in due fasi ben distinte:

La prima, è quella legata al SOGNO,

la seconda è quella legata al RICORDO.

Il SOGNO.

Appartiene alla gioventù, nel corso della quale, ogni individuo progetta, mentalmente, i sogni da realizzare per il proprio futuro.

Poi, maturino o meno, dipende dalla storia personale di ogni singolo protagonista.

Ma, comunque vada, il sogno, consente all’uomo di dare un senso alla vita, alle aspettative, ai desideri e al futuro.

Altrimenti, un giorno, quei sogni, finiranno nel cassetto dei traguardi mancati e mai raggiunti, anche se appassionati ed ambiziosi.

Il RICORDO

Appartiene alla seconda fase, quella del RICORDO, il momento più drammatico per qualsiasi uomo, perché è legato alla decadenza psico-fisica dell’individuo, insomma, alla vecchiaia che, come diceva il Caravaggio, pittoricamente, vada assolutamente rappresentata, perché è proprio in quella fase che, la “Natura”, avvalendosi dei suoi “Segni” codificati, traccia ed incide sul volto dell’uomo, la sintesi di una vita “vissuta”.

Al di là dei cambiamenti fisiognomici, l’uomo, può rimanere, comunque, sempre “Giovane”, anacronisticamente e psicologicamente, anche fino ad ottanta anni ed oltre, sempre che conservi inalterata la essenza dei suoi “Sogni”, mentre, diversamente, può diventare prematuramente “Vecchio” a vent’anni e anche meno, se muore “dentro” e viva già, a quell’età, dei soli “Ricordi”.

Ed ecco che il passato ed il futuro, si inseguono per una vita intera e si avviluppano in una sorta di danza immaginaria, “zompando” tra il “Sogno” ed il “Ricordo”, senza mai sovrapporsi a vicenda, in una sorta di partita doppia contabile di “dare” e di “avere”

Anzi, tutto accade nella ipotesi finale, di conquistare una dimensione vitale del “Presente” affinché, esso stesso, diventi linea immaginaria e divisoria tra il “Passato” ed il “Futuro”.

Passato e Futuro, che rappresentano, di contro, due “Luoghi” temporali, caratterizzati indissolubilmente dagli amori e dalle gioie, dai dolori e dalle delusioni (Amori et Dolori Sacrum), che fanno parte, comunque, del percorso esistenziale di ogni individuo.

A patto che, l’uomo, non finisca per tramutare il suo tragitto esistenziale, in una serie di “rimpianti” su ciò che poteva essere e su ciò che non è stato, il quale, non potendo spostare indietro le lancette dell’orologio della vita, per “riparare” agli eventuali errori fatti in gioventù, subirebbe la peggiore delle condanne, emessa dalla sua stessa mente, conseguenza di una sentenza inappellabile ed irreversibile.

Diceva Pierre Mac Orland, Artista e Pittore Francese:

“La vita è una avventura e vivere l’avventura è pericoloso, anche a grandi linee, giacché quel che se ne ricava non è altro, di solito, che una somma più o meno consistente di delusioni e di rimpianti”.

Roberto Chiavarini

Opinionista di Arte e Politica


Redazione

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