Il silenzio dei silenzi

Il silenzio dei silenzi

Dopo anni che la politica produceva soprattutto vaniloquio e propaganda, è arrivato il tempo dei silenzi. Non ci sono solo  i silenzi del Presidente del Consiglio Mario Draghi, che pare abbia chiamato, ovviamente in totale silenzio,  i tecnici di una società multinazionale di consulenza, la Mackinsey, con sede mondiale a New York, a “ riordinare “ le carte del Recovery Plan. C’è un altro silenzio, questo è un silenzio diffuso, collettivo, e tanto diffuso quanto  scandaloso. La Confindustria ligure,  all’annuncio di una giornata di sciopero da parte dei lavoratori portuali di Genova, ha così testualmente commentato: “Si ricordino che una giornata di lavoro oggi è un privilegio“. Vero e proprio bullismo sociale, arroganza smodata e linguaggio mafioso. Meriterebbero una risposta stile anni ’70.  Tutto questo è passato liscio come l’olio,  nel silenzio di tutti, istituzioni, politici, opinion makers a gettone, e quasi tutti i giornalisti e giornalai. In un tempo in cui le disparità sociali crescono come il contagio, la parte più ricca e più aiutata del Paese  si permette queste prepotenze verbali che preludono alle prepotenze vere e proprie, che vedremo  non appena cadrà il divieto dei licenziamenti. Mala tempora….

Giovanni Mongelli


Redazione

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