Il lavoro

Il lavoro

A suo tempo, il lavoro era identificato anche in funzione della sua utilità sociale. Insomma, oltre ad un equo guadagno, c’era l’intima soddisfazione di sentirsi utili anche per gli altri. Il profitto era il corrispettivo. Lavorare, insomma, oltre che un diritto dovrebbe essere un dovere. Dallo sviluppo di questa Pandemia, è più difficile mantenere attivo il binomio diritto/dovere. Sono sorte delle “difficoltà” che rendono improbabile la ripresa di certe attività lavorative con la conseguente impossibilità di maturare un reddito che possa compensare le necessità di una vita in questo Paese che, almeno per il passato, s’è sempre “arrangiato” alla meglio.

Da come la situazione sanitaria si presenta, riprendere un lavoro appare difficile, e, non di rado, impossibile. Il Covid-19 impone regole sanitarie rigorose e adeguamenti che non tutti, in mancanza di guadagno, sono in grado di sostenere. Il Diritto/Dovere del lavoro è reso più complesso per la presenza di norme igienico/sanitarie che hanno dei costi non sempre sostenibili. Non pochi lavoratori autonomi dovranno rinunciare al rilancio delle loro attività. Poco importa se il lavoro, oltre che un diritto, è anche un dovere. Senza tornaconto, ogni progetto è destinato a fallire. Con le premesse che abbiamo compreso, si andrà anche a smarrire l’utilità sociale del lavoro .

Solo tornare alla propria occupazione, in sicurezza, potrebbe garantirci la certezza di una ripresa; pur se a lungo termine. Senza prospettive occupazionali sostenibili, non ci sono vie d’uscita percorribili. Senza effettivi interventi pubblici, ma a fondo perduto, il decadimento economico non sarà recuperabile. Del resto, non poter lavorare significa essere tagliati fuori dal futuro d’Italia. C’è da operare affinché lo spirito del dettato costituzione: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” non resti un’utopia.

Giorgio Brignola


Redazione

Redazione