Arte antica e arte moderna a confronto

Arte antica e arte moderna a confronto

L’opinione di Roberto Chiavarini

Davanti ad un’Opera d’Arte Antica, magari del “Caravaggio”, uno pensa: “Bella, ma io non riuscirei mai a farne una simile”. Diversamente, di fronte ad un’Opera d’Arte moderna, magari di “Remo Brindisi”, uno pensa: “Mi piace ma, un’Opera così, se non più bella, la può fare chiunque”

Nel primo caso, nel profondo della “Mente” dell’Osservatore, sorge spontanea l’ammirazione, nel secondo caso, invece, la dissacrazione.

Perché l’Arte Antica e l’Arte Moderna, se messe a confronto, suscitano questo sentimento tanto diverso quanto comune a tutti gli Osservatori?

Una cosa è certa, che per dipingere in maniera classica, bisogna avere una conoscenza non indifferente della grammatica pittorica, mentre, per creare un impianto compositivo di ispirazione moderna, bisogna attingere alla propria e profonda genialità istintiva.

Per dare una risposta concreta e per non cadere in riflessioni qualunquiste, vale la pena citare un pensiero del Filosofico greco Protagora , che recita così: “…L’UOMO, È LA MISURA DI TUTTE LE COSE, DI QUELLE CHE SONO IN QUANTO SONO E DI QUELLE CHE NON SONO, IN QUANTO NON SONO”.

Per essere più efficace, faccio un esempio pratico di ciò che avviene anche nel campo della musica, all’interno del quale, esiste lo stesso problema che anima le Arti Visive, ovvero le differenze sostanziali e concettuali tra classico e moderno: “…ascoltando una sinfonia di Mozart, uno spettatore rimane incantato da quelle note e pensa: “…suonare così significa essere Unti del Signore”, mentre, se lo stesso spettatore assiste ad un concerto di Ramazzotti, tornato a casa,  imbraccia la chitarra e comincia ad emulare il compositore moderno.

Nell’agosto del 1978, feci la mia prima Mostra personale presso la Comunità Europea degli Artisti, che fu allestita dagli Organizzatori, presso il palazzo di Città del Comune di Ostuni.

In contemporanea, li vicino, più precisamente presso una rinomata Galleria d’Arte di quell’epoca, era stata organizzata una esposizione delle Opere di Remo Brindisi, grande Maestro del ‘900.

Doverosamente, la Domenica pomeriggio, andai a vistare quella Mostra e mentre osservavo alcuni quadri sapientemente esposti, giunse sul posto con il suo “seguito”, un noto Politico Democristiano di Fasano, accompagnato dalla sua figlioletta di nove anni, che teneva per mano.

Di fronte ad un quadro, in particolare, il cui impianto compositivo per la verità appariva alquanto semplice, il Politico, dopo averlo osservato bene, rivolgendosi alla “Manager” del Maestro Remo Brindisi, che curava quella Mostra, le chiese il prezzo di quell’opera.

La Manager rispose, se non ricordo male, tra le 700 e/o le 800 mila lire.

Il Politico, scherzosamente, replicò: “tutta quella somma per un quadro così semplice, quasi infantile? Anche mia figlia di nove anni riuscirebbe fare un lavoro così, tanto più che non sa neppure dipingere!”.

La Manager gli rispose stizzita: … “È vero, è proprio giusta la sua osservazione, anzi sono sicura che sua figlia saprebbe fare di meglio”, e, indispettita da tanta insolenza, concluse con saggezza:”…ma tenga presente che, per il Maestro, questo quadro è un punto di arrivo, mentre per sua figlia, rappresenterebbe un punto di partenza”.

Bella risposta, non è vero?

Insomma, è sempre difficile apprezzare la propria contemporaneità.

Cosa ne penso io?

Beh, mi rifaccio ad un altro bellissimo Aforisma: Ci sono Pittori di “Maniera”, che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri “Moderni”, che sono capaci di trasformare una macchia gialla nel sole.

È tutta qui la differenza tra Arte di Maniera e l’Arte Moderna. 

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica


Redazione

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