La silloge di poesie di Arcangela Parrulli nella recensione della nota poetessa, scrittrice e critico letterario Angela De Leo

Giovanni Mercadante

La poetessa Angela De Leo

La raccolta di poesie confluita nella pubblicazione “U paìse amète” della poetessa gravinese Arcangela Parrulli  è passata sotto la lente d’ingrandimento  della Grande Poetessa Angela De Leo, nativa di Bitonto, ma residente da anni a Corato (BA). Due anime sensibili al libero canto della poesia, nei cui componimenti trovano la loro pace interiore.

A. De Leo, laureata in Materie letterarie, scrittrice, poetessa, critico letterario nonché redattrice de “La Vallisa”, con un  background consolidato da numerose pubblicazioni in Italia e all’estero, ha “fissato” nella sua recensione gli stati d’animo e decifrato i versi della poetessa gravinese. Un omaggio che non poteva passare inosservato allo scrivente che si è già occupato dell’Autrice pubblicando un articolo il 27 febbraio 2020 su queste stesse colonne.

Entrambi concordiamo sulla vena poetica di Arcangela Parrulli e i sentimenti struggenti  verso il suo paese natio: Gravina in Puglia.

Ecco quanto scrive la poetessa Angela De Leo.
Recensione a Gravina “U paìse améte.

Una cara amica ritrovata dopo lunghi anni di silenzio, mi ha fatto dono qualche tempo fa della sua nuova raccolta di poesie.

È del 2019 il nuovo atto di infinito amore di Arcangela Parrulli per la sua terra, condensato in un secondo libro Gravina “U paìse améte” in stretta continuità con il primo, risalente ad oltre trent’anni fa, Gravina… “U paìse fatéte” (1987). E sembra davvero che il tempo non sia trascorso da quella sua prima “dichiarazione d’amore” a questa seconda, tanto forti sono i legami affettivi, contenutistici e formali tra l’una e l’altra silloge. In realtà, il tempo non è passato invano perché tra l’una e l’altra si dipana la storia della crescita e maturazione poetica e umana dell’Autrice. Non a caso, la prima raccolta di poesie in vernacolo, linguaggio delle radici e dell’anima, sono piene dell’incanto giovanile, legato intensamente all’atmosfera magica del luogo natio, osservato e descritto con occhi di stupore, quasi una fiaba ascoltata da bambina dai suoi avi e ripresa dai suoi mentori, Franco Noviello, Tommaso Mario Giaracuni (anche miei carissimi e compianti amici), e Francesco D’Episcopo, dei quali vengono riportate, nelle prime pagine, le prefazioni e le recensioni al primo volume.

Arcangela Parrulli

Nel secondo, invece, pur in assoluta continuità, gli occhi di Arcangela sono più maturi, più aperti al mondo e più profondi nella esplorazione della sua anima, per riscoprire il proprio paese nelle sue bellezze naturali e nei suoi incanti, certo, ma con un respiro più ampio oltre la gravina e la Murgia. Per riscoprirlo   soprattutto negli affetti profondi della propria famiglia, che si è venuta a formare nel tempo (marito, figli, nuore e nipoti), e nel ricordo dei tanti cari ormai assenti fisicamente alla vista ma non al suo cuore.

Riscoprirlo nella sua vocazione d’insegnante, nel rapporto empatico con i tanti alunni conosciuti e amati per varie generazioni.

Ed ecco il “paese amato”, nel quale si risaldano affetti, amicizie, parentele. Qui l’amore regna sovrano. Riproposto anche nella sezione non più in vernacolo, ma in italiano e nelle tante splendide foto che corredano il libro a testimonianza di una vita intensamente vissuta nella propria casa, nel proprio paese, nel proprio lavoro e al servizio degli altri in un percorso lungo di volontariato nei riguardi delle persone alle prese con il dolore, la sofferenza, la morte, il pianto. Arcangela dal cuore d’oro. Nomen omen. In un volo d’amore tra i piccoli e gli anziani. Alfa e omega della vita. Sempre con Poesia. E, nel frattempo, anche il corpo si ammala, come accade nei lunghi percorsi esistenziali di ciascuno di noi, ma anche queste esperienze servono a far maturare, a far riflettere, a rinserrare e rinvigorire legami, soprattutto quelli già forti, che diventano imperituri.

E il tutto viene raccontato in poesia con poesia perché la scrittura poetica in vernacolo e in italiano è l’altro amore della vita di Arcangela Parrulli. Amore scoperto sin da ragazzina e vissuto con dedizione e passione fino ai nostri giorni. Un amore ricambiato dai tanti lettori e riconosciuto da alcuni importanti critici letterari che le hanno tributato meritati riconoscimenti. I versi di Arcangela sono lievi come un battito d’ali e incisivi come una freccia che colpisce il centro e segna una vittoria. Semplici e profondi insieme.

Contengono teneri e resistenti legami d’amore. E vorrei concludere con una breve ma meravigliosa poesia, che compendia il senso e il significato di questa raccolta poetica:  “Contano i legami”. Non sai bene se la vita è viaggio, se è sogno, se è attesa, se è un piano che si svolge giorno dopo giorno e non te ne accorgi se non guardando all’indietro. Non sai se ha senso. In certi momenti il senso non conta. Contano i legami.
(Jorge Luis Borges)

Angela De Leo


Redazione

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