L’osteria che rinuncia all’asporto per non far concorrenza a ristoratori

L’osteria che rinuncia all’asporto per non far concorrenza a ristoratori

Ad Avigliana, nel cuore della Val di Susa, la caffetteria-osteria Avilius ha deciso di rinunciare ai piatti da portare via la sera per dare spazio ai ristoratori che lavorano soltanto a ora di cena

di Marco Panzarella

Non vi è certezza che il Coronavirus, una volta alle spalle, ci avrà reso persone migliori, ma intanto qualcosa di buono sta accadendo. Ad Avigliana, nel cuore della Val di Susa, una caffetteria-osteria ha deciso di rinunciare all’asporto serale per dare spazio ai ristoratori che lavorano soltanto a ora di cena. Un gesto di solidarietà in un momento complesso per tutti gli esercenti, soprattutto dopo la reintroduzione della zona arancione in Piemonte, che vieta le consumazioni all’interno di bar e ristoranti.

“Abbiamo deciso di abbassare la saracinesca dopo le 18 – spiega all’Agi la titolare Alessandra Dileo – per non ostacolare i tanti colleghi e amici ristoratori che lavorano esclusivamente la sera. In questo momento è inutile creare ulteriore concorrenza, noi che stiamo aperti di giorno qualcosa facciamo con l’asporto, anche gli altri devono lavorare”.

A rendere la scelta della commerciante ancora più speciale è che la sua caffetteria-osteria Avilius è stata inaugurata l’8 febbraio 2020, un mese prima del primo lockdown, e senza una posizione fiscale pregressa non ha potuto beneficiare dei ristori stanziati dal Governo per tamponare la crisi.

“Nel mio gesto non vedo nulla di strano – dice la commerciante – forse dovrebbero pensarla come me più persone, la guerra tra poveri non serve a nessuno. È vero, incassiamo un decimo di quanto potremmo fare senza il Covid, ma di giorno con colazioni, merende e qualche aperitivo riusciamo ad andare avanti. Anche perché durante il lockdown abbiamo investito molto su comunicazione social e marketing, curando l’immagine del locale”. Non mancano i clienti che la sera chiamano per ordinare una pizza al padellino.

Chi è al telefono risponde con garbo e spiega che non è attivo l’asporto, suggerendo un locale vicino che cucina la stesso piatto. “Un mio amico ha una pizzeria distante pochi isolati, a chi ci contatta suggerisco il suo nome o quello di un altro commerciante. Ci sono ristoratori che hanno chiuso, qualcuno ha sospeso l’attività, chi va avanti ha dei costi astronomici. Qui ad Avigliana gli affitti e le spese di gestione non sono bassi, non è semplice resistere. Penso però – conclude l’esercente – che prima o poi tutto questo finirà e arriveranno tempi migliori per tutti. Nel frattempo, per quanto possibile, diamoci una mano”.

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