Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 1° marzo 1932, moriva a Scandicci, in provincia di Firenze, Dino Campana. Era nato a Marradi, un piccolo paese tosco-romagnolo dove trascorse l’infanzia in modo apparentemente sereno. Ma intorno all’età di quindici anni gli vennero diagnosticati i primi disturbi nervosi. Il suo libro Canti Orfici fu quasi l’epilogo di una vita errabonda e frenetica. La poesia di Campana è una poesia nuova nella quale si amalgamano i suoni, i colori e la musica in potenti bagliori. Il verso è indefinito, l’articolazione espressiva, in un certo senso monotona, è nel contempo ricca di immagini molto forti di annientamento e purezza. La sua passione per Sibilla Aleramo, da “un viaggio chiamato amore” si trasformò in vero e proprio calvario. “In un momento” è una delle poesie presenti nel tumultuoso carteggio della loro tormentata storia d’amore. “Poesia facile” è una poesia tratta da canti Orfici e da Campana scritta nel 1928. Nella sua semplicità espressiva getta un fascio di luce sull’inquietudine fisica e psicologica che caratterizza la biografia del poeta. 

POESIA FACILE

Pace non cerco, guerra non sopporto
tranquillo e solo vo pel mondo in sogno
pieno di canti soffocati. Agogno
la nebbia ed il silenzio in un gran porto.

In un gran porto pien di vele lievi
pronte a salpar per l’orizzonte azzurro
dolci ondulando, mentre che il sussurro
del vento passa con accordi brevi.

E quegli accordi il vento se li porta
lontani sopra il mare sconosciuto.
Sogno. La vita è triste ed io son solo.

O quando o quando in un mattino ardente
l’anima mia si sveglierà nel sole
nel sole eterno, libera e fremente.

 


Redazione

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