Lettera aperta al primo ministro

Lettera aperta al primo ministro

On. Dott. Draghi,

Non sarò il primo, ma neppure l’ultimo, che indirizza alla Sua Persona, quale Capo di questo Esecutivo, una meditazione che non vuole essere per nulla polemica, ma che mi assilla parecchio.

Sono uno, dei tanti, italiani che si duole per una situazione nazionale che non avrebbe neppure immaginato. La politica d’urgenza, malauguratamente, non è sempre la cura migliore per sanare i “mali” di un Paese. Tra emergenza sanitaria e contese a tutti i livelli, mi chiedo, e Le chiedo, dove andranno a parare le sorti della Penisola in questo tormentato 2021.

L’Italia è in palese recessione economica. Ci sono, tuttavia, Signor Primo Ministro, segni “indefinibili” anche in seno alla stessa eterogenea Maggioranza del suo Governo. Personalmente, curo l’informazione con la formula all’”inglese”. Senza, in definitiva, assumere posizioni “pro” o “contro” nessuno.

Mi limito alla cronaca dei fatti per esporli nella loro completezza; con la speranza di trovare termini realistici per manifestare, poi, un pensiero che non ho mai inteso come giudizio. Certo è che il “buon senso”, se non l’oggettiva necessità, ha aperto gli occhi a molti. Il Bel Paese ha bisogno di convincimenti. Pochi ma inderogabili. Quando ci saranno? Quest’interrogativo dovrebbe trovare una risposta nei prossimi mesi. Sempre che non sia già troppo tardi.

Giorgio Brignola


Redazione

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