Il fratello straniero in difficoltà: dal 2007 in cura oncologica, ma grazie a Dio sono ancora viva

Storia d’amore e tenebra, di una giovane che racconta della sua condizione umana.

Segni di povertà e degrado annichiliscono, ma da alcune persone si possono scoprire segni di speranza. Viveva in un contesto di vita non adatto alla sua età: la strada.                                                                                     Immagini di fantasmi appartenenti a un passato ormai lontano gli si affollavano ora intorno. Ricordi di genitori non sempre presenti perché presi ciascuno da un modo di vivere molto discutibile, della sequela di annotazioni sul suo comportamento aggressivo e asociale, che sostituivano le consuete valutazioni sul suo apprendimento scolastico.

Così, lui, che aveva diritto a un’educazione, si trovò a contatto con un modo di vivere che gli aveva letteralmente intossicato le vene, dandogli una carica non fatta di coerenza, ma ricca di aggressività, divenendo indifferente, pigro, beffandosi di tutti compreso sé stesso. Per eludere certe certificazioni burocratiche, si mise nelle mani di alcuni cattivi – così li definiva – ma riuscì nel suo intento.

Il Paese europeo, lontano, sconosciuto, un’illusione dell’immaginazione, fuga e desiderio di cambiare, avevano il fascino di un sogno meraviglioso. Il lavoro non era semplice, giunto in Italia, ma un giorno, conobbe una ragazza propensa ad aiutarlo; grazie a lei conobbe i primi passi verso delle responsabilità, degli equilibri interiori, e soprattutto imparò a interagire con gli altri. Erano due estranei, ma una volta riconosciuto questo particolare, comunicare tra di loro fu più facile. Lei, era consapevole che non poteva annullare certe fasi difficili della sua vita, infatti diceva che guardandolo con attenzione c’era sempre quella sua espressione di diffidenza con cui a volte guardava le persone, con occhi guardinghi, quasi sospettosi.

La sua espressione lo faceva apparire un po’ selvaggio, ma allo stesso tempo la sua vulnerabilità veniva messa a nudo. Stranamente il ragazzo accettò le condizioni di lei, le sue considerazioni di far parte della sua squadra, di essere in sintonia con la possibilità di vivere insieme a una ragazza pronta a dargli un sostegno, ma tutto ciò perché il ragazzo lo trovava stimolante e stabile.

La ragazza lombarda aveva una strana concezione riguardo il suo futuro, infatti un giorno volle dargli un consiglio elencando alcune categorie di persone che cercavano un modo loro di sbarcare il lunario e realizzarsi; le opzioni erano: lavorare tutto il giorno, sognare tutto il giorno, oppure – dulcis in fundo – sognare prima di mettersi al lavoro per realizzare questi sogni.

Optò per l’ultima.

Così prese ad aprire il suo cuore alla donna, confidandole del suo periodo nero dove tutti lo rifiutavano, mentre ora sentirsi accettato era per lui molto importante. Gli sembrava che le persone volessero incasellarlo in una gabbia di preconcetti, allora la prese come una sfida dimostrando che era in grado di fare quello che loro facevano, anzi, che sapeva farlo meglio.

Purtroppo ammise di fumare per controllare le proprie emozioni negative, la solitudine e la rabbia, ma quando alcuni segnali che il suo organismo lanciava non si potevano certo ignorare, decise di iniziare a smettere, anche perché aveva conosciuto una persona con un cancro alla gola: la sua voce era senza inflessione, la sua risata senza suono, e diceva di piangere lacrime silenziose, tutta colpa del fumo. Infatti la sua respirazione era diversa, inspirava e espirava l’aria attraverso un buco nella gola grande come una monetina, da dove a volte usciva anche un sibilo.

A quel racconto la ragazza si commosse, lo abbracciò e per dargli fiducia prese a chiamarla con un appellativo che divenne parte della sua personalità: il fratello straniero. Non poteva chiamarla certo sorella, ma la considerava un’isola, dove era approdato. Lei volle a tutti i costi, a spese sue, che cercasse un’istruzione, perché, diceva, che essa non si ottiene per caso, ma va cercata con passione e perseguita con diligenza. È stato grazie alla sua professionalità, intelligenza, disponibilità, riservatezza (dato molto importante), generosità e soprattutto alla sua tenacia, che finalmente aveva sentito il bisogno di qualcosa di bello e nuovo.

Comprese anche che ci doveva essere spazio per la qualità della vita e per il rigore professionale, e che l’amore sapeva esigerli meglio di qualsiasi legge; ma tutto questo lo doveva alla ragazza lombarda.

Tratto da una storia vera.


Francesca Leoci

Francesca Leoci

Giovane appassionata di scrittura, mi apro a voi nel modo più semplice in cui posso esprimere me stessa: le mie parole (digitali). Blog d'opinione, dedicato ad articoli su rapporti umani, riflessioni personali e filosofia.