Visco (Bankitalia): “l’Italia ceda sovranità”

 Visco (Bankitalia): “l’Italia ceda sovranità”

Una “moneta senza Stato non può durare, c’è bisogno di uno Stato e di un’unione di bilancio, la pandemia sta spingendo in questa direzione”.

Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nell’incontro con i rappresentanti dei media nell’ambito del riesame della strategia di politica monetaria Bce. Visco ha ricordato come attualmente la Bce sia “l’unica banca centrale federale di un insieme di paesi che non ha una struttura federale”.

Con le sue dichiarazioni il governatore si pone nella scia del premier Draghi, che al Senato ha dichiarato che sostenere il suo governo “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune”.

Lo spettro di nuove cessioni di sovranità si fa sempre più reale, configurandosi l’idea della possibile nascita degli Stati Uniti d’Europa.

La chiamata al federalismo non va sottovalutata.

L’Unione Europea, pur avendo funzioni peculiari e tipicamente federali, è ancora una organizzazione internazionale; in virtù di ciò l’Italia può legittimamente votare con legge parlamentare l’exit. La permanenza o meno della nostra Nazione all’interno dell’organizzazione sovranazionale di cui si tratta è ancora nelle mani del popolo sovrano che, attraverso i propri rappresentanti, potrebbe scegliere per il ‘leave’.

Qualora la Ue dovesse divenire uno Stato federale con governo centrale il recesso degli Stati membri non sarebbe più possibile, una tale trasformazione metterebbe fine in modo definitivo all’Italia repubblicana, venendo meno vie legittime per il recupero della sovranità perduta.

La pandemia, a dispetto di quanto affermato dal governatore di Bankitalia, sembra spingere nella direzione opposta. È bastato un virus invisibile a farci capire che il Re è nudo; che l’austerity e il liberalismo propugnato dall’Ue contrastano con lo sviluppo e le ambizioni del popolo italiano; che le privatizzazioni rendono meno efficienti servizi pubblici fondamentali, costringendo i nostri operatori sanitari a disperarsi in diretta televisiva per il malfunzionamento delle strutture. L’Italia deve liberarsi dai lacci che da decenni ne paralizzano l’azione: tornare padroni della nostra politica monetaria è l’unica strada per invertire la rotta e per perseguire una vera giustizia sociale.

Nilo Di Pietro


Redazione

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