Transizione ecologica di un’Italia al terzo posto per infrazioni sull’ambiente!

Transizione ecologica di un’Italia al terzo posto per infrazioni sull’ambiente!

La transizione ecologica. Il ministero per la transizione ecologica, intesa come politiche pubbliche orientate alla sostenibilità.

Quindi meno inquinamento, meno rifiuti, qualità dell’aria compatibile con una buona qualità della vita. Bene.

Di recuperi se ne dovranno fare moltissimi in questo paese di finti ambientalisti presenti in tutti i partiti vecchi e nuovi.

Quando sono scomparsi i Verdi, i furbastri del partitume gridarono, che non era necessario un partito Verde perché tutti i partiti erano ambientalisti. È proprio così? Falso, palesemente falso! Italia al terzo posto con le procedure di infrazione proprio sul tema ambientale. Infrazione su qualità dell’aria, inquinamento delle acque e delle reti fognarie, smaltimento dei rifiuti, inquinamento da nitrati provenienti da fonte agricola, inquinamento da rumore. Voglio ricordare a parte la apertura della procedura di infrazione sull’Ilva di Taranto. Sono trascorsi 8 anni. La procedura su Ilva con correlato e reiterato silenzio della Commissione, rappresenta la più grande porcata delle lobby affaristico partitiche.

Un volto dell’Europa negletto e colluso con una grande tragedia, quella di Taranto, del tributo di vite pagate, che tranne pochissime eccezioni è stata rimossa nella sostanza da tutti i partiti vecchi e nuovi.

Una procedura di infrazione viene aperta nei casi, in cui la Commissione individua possibili violazioni del diritto dell’Ue. La procedura si articola in più fasi. Dal 2013, sul caso Ilva l’Italia è sotto procedura, ed è stata messa in mora dal 2014. Poi il parere motivato con il quale si intimava l’Italia, a rendere conforme Ilva alla legislazione ambientale.  Successivamente silenzio totale da parte della Commissione.

Nel 2020, alcuni europarlamentari chiedono notizie su questa procedura abortita e la presidente della Commissione europea, senza vergogna alcuna, a gennaio scorso risponde che gli uffici della Commissione stanno monitorando l’attuazione del piano ambientale . Piano inattuato come certificato dagli organismi di controllo e da rielaborare, secondo gli indiani di Ancelor Mittal.

L’Italia del ministero della transizione ecologica tra il 1998 e il 2020 si è beccata, 85 procedure di infrazione. Il terzo posto per infrazioni sull’ambiente!!!

Colpisce moltissimo il numero di infrazioni nel settore ambientale: 4 aperte nel 2018, sei nel 2020 e già 1 nel 2021!  Entrando nello specifico si resta allibiti, pensando alla sensibilità umana, politica ed etica di Ministri, delle burocrazie ministeriali e del Parlamento. Sei procedure di infrazione riguardano le condizioni delle acque. Una procedura, la più recente riguarda la mancata attuazione della direttiva sui nitrati proveniente da fonti agricole. Una direttiva del 1991, recepita male con Dlgs 152/1999.

L’azoto è un elemento essenziale per la fertilità del suolo, tuttavia nella forma solubile di nitrato, può rappresentare un fattore di tossicità, per uomini e animali. Questo il motivo che impone un limite, per la potabilità delle acque (direttiva 98/83/CEE).

Si comprende la irresponsabile colpa nel non recepire correttamente la direttiva di 30 anni fa? Altre infrazioni riguardano la erronea applicazione della direttiva sul trattamento delle acque (91/271/CEE). Altre 6 infrazioni riguardano la gestione dell’energia e altre tre, la gestione dei rifiuti compresi quelli radioattivi.

Non Conformità delle discariche, in Abruzzo, in 20 siti della Calabria, 4 nel Lazio, 5 in Puglia e Sicilia e 4 in Veneto. Siamo fuori dall’obiettivo di percentuale di raccolta differenziata. La Sicilia ha un 29,5% di RD. Secondo OMS ogni anno l’inquinamento atmosferico uccide circa 4 milioni di persone. In Veneto 3 aree urbane su 7 hanno superato il limite di PM10. L’area di Brescia è quella con più sforamenti di PM10, sessanta superamenti del limite in un anno, Torino 49 giorni, Milano e dintorni 43.

Ultimo e rilevante problema ambientale è il consumo di suolo. Al primo posto Lombardia e Veneto, seguono Campania e Puglia. In questo contesto di gravissimi problemi ambientali vecchi di tre decenni e mai risolta da nessuna politica che dovrà intervenire il ministero della transizione ecologica. Vedremo la coerenza tra annunci e realizzazioni. Saremo presenti e vigili come non mai.

Erasmo Venosi


Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi