L’Etna: la natura che si risveglia

Ambiente & Salute

Un’affascinante e maestoso spettacolo che, nel pericolo, incanta gli abitanti siculi.

di Francesca Leoci

La notte fra il 16 e il 17 febbraio, la natura si risveglia fragorosa in Sicilia, con l’eruzione dell’Etna, svegliando la popolazione con un forte boato conseguita da uno strato di cenere vulcanica.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania spiega: “L’effetto più evidente anche da Taormina, Catania e dalla costa siracusana è stata la colonna eruttiva” – proseguendo – “Determinata dal parossismo e carica di cenere e lapilli che si è alzata di alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e, spinta dal vento verso sud, ha causato ricadute del materiale piroclastico sui centri abitati fino a Catania e nel siracusano, a decine di chilometri di distanza dall’Etna.” I vulcanologi dell’Ingv intanto rassicurano gli abitanti, di fondo preoccupati dalla violenta attività infrasonica, sostenendo che le colate di lava rimangono dentro la valle del Bove.

Nonostante tutto, le immagini immortalate restano tra le più spettacolari ed affascinanti.