Ripresa lontana

Politica regionale, nazionale e internazionale

In un’Italia che ansima per mancanza del necessario, dove sono aumentati gli sfratti per morosità e le inadempienze contrattuali, i meno “abbienti” sperano di poter far conto sulle assicurazioni governative di “frenata” il costo della vita. Si penserà: meglio così che peggio. Può darsi; eppure i nostri dubbi economici ci accompagnano tuttora e sono ampliati da questa pandemia che si rivela più perniciosa del previsto.

In economia spicciola, senza confondere il suo versante politico, quello che serve è il controllo dei prezzi dei generi più comuni al consumo. Insomma, ogni eventuale contenimento fiscale potrebbe essere neutralizzato da un equivalente aumento dei prezzi dei generi d’uso comune. Vedremo come si evolverà una situazione socio/sanitaria che ha dell’incredibile. Per rimettere in moto l’economia di base la ricetta è sempre la stessa: controllo dei costi dalla produzione al consumo. Con un minor carico fiscale tra i vari passaggi.

Anche in mancanza di liquidità. Non c’è altra via per dare un poco d’ossigeno al portafogli degli italiani. Dato che la “calmierazione” non troverebbe nessun consenso politico (chissà perché?), non resta che la verifica dei prezzi sui mercati. Con la sola politica, non è facile frenare il costo della vita. Sotto questo profilo, non c’è un Nord, un Centro e un Sud. Sempre più discordanti nelle iniziative.

Insomma, vedremo se la Penisola potrà recuperare, ma non solo con le “promesse”, un profilo socialmente migliore; sempre che si riduca, drasticamente, il contagio pandemico. Certo è che passare dalle”promesse” ai “fatti” potrebbe non bastare un anno. Le illusioni politiche sono già tramontate e con loro il miraggio di un “miracolo” economico che un“Decreto Salva Italia” non sarà in grado di garantire.

Giorgio Brignola