Regione Puglia – Intervista al Vice presidente Giandiego Gatta

Politica regionale, nazionale e internazionale

di Romina Vidili

Abbiamo intervistato Giandiego Gatta, avvocato, rieletto per la terza volta in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia con 10.017 voti, “mister preferenze” del centrodestra di Capitanata, membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale della Puglia.

D: Ci fa un un bilancio di questi primi mesi del nuovo governo regionale?

“E’ una domanda complessa. Lo è perché ogni giudizio, per essere il più possibile obiettivo, va inserito nel contesto extra-ordinario della pandemia che stiamo vivendo e, tuttavia, la stessa crisi sanitaria ed
economica non può costituire un alibi per chi non ha fatto ciò che era necessario o ha commesso diversi errori. Seneca diceva che “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare” e la sensazione, amara, è questa: non c’è alcuna visione chiara della Giunta su cosa fare per la Puglia.

Ma per esprimere un giudizio su questo governo regionale nei suoi primi passi, è utile paragonare la sua azione a quella di giunte regionali di altre Regioni. La Puglia, nella gestione del Covid-19, è indietro su tantissimi, troppi fronti rispetto ad altre Regioni italiane: penso, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alla campagna vaccinale. Quest’ultima è la vera e unica strada per uscire dal tunnel, eppure siamo quasi a zero: abbiamo dovuto alzare la voce per fare in modo che la vaccinazione agli ultraottantenni venisse anticipata rispetto ad agosto-settembre, in cui era stata fissata per molti di loro, e non abbiamo ancora certezza che questo accadrà.

Altre Regioni, come il Veneto, si stanno preparando, invece, addirittura alla vaccinazione di massa, mentre in Puglia abbiamo avuto diversi casi di “furbetti”, “amici degli amici” che sono stati vaccinati senza averne diritto. Situazione, quest’ultima, denunciata più volte proprio dal Gruppo di Forza Italia di cui faccio parte. Per non parlare di quanto sta accadendo per l’ospedale in Fiera del Levante a Bari, il cui costo è lievitato da otto milioni e mezzo a diciassette milioni e mezzo di euro e che ora è al vaglio della magistratura.

Potremmo ricordare anche che la Giunta ha sbagliato –sì, sbagliato- ad inviare i dati sul Covid al ministero, condannando la nostra Regione a restare in zona arancione senza una giusta causa e provocando, così,
ulteriori danni a tutto il tessuto economico, ormai esangue. E fin qui abbiamo parlato solo del virus, ma tutto il resto continua ad esistere e non sono certamente incoraggianti i dati che confermano la riduzione delle prestazioni oncologiche erogate durante quest’anno: i tumori continuano ad attanagliare la vita di tantissime persone, non sono andati in “vacanza” per il virus e vanno curati adeguatamente, così come altre gravi patologie.

Anche questo è gravissimo. Nel frattempo, abbiamo aziende, realtà economiche, partite iva e tutti gli operatori economici che chiedono misure di sostegno e rilancio che non arrivano. La situazione è gravissima. Ogni giorno mi arrivano messaggi disperati di titolari di partite IVA che non sanno più come resistere e garantire il minimo sostentamento ai propri congiunti. Sulla scuola, poi, e sulle ordinanze emanate da Emiliano, che hanno creato disagio grave a famiglie, insegnanti, alunni, credo sia meglio stendere pietoso velo. Basti leggere i commenti sui social, anche i più pacati, per avere il senso di quanto sia stata finora destabilizzante per l’intero sistema scolastico la politica del governatore Emiliano.”

D: LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PUGLIESE e, SPECIFICATAMENTE, DI FORZA ITALIA PER LA REGIONE?

“Guardi, le nostre proposte sono frutto dell’esperienza maturata in questi anni, del dialogo giornaliero con le persone ascoltandone i problemi e cercando di interpretarne al meglio i bisogni. Razionalizzazione della spesa pubblica, partendo dai diversi “carrozzoni” regionali utilizzati troppo spesso come poltronifici utili a certa politica clientelare, divorando risorse pubbliche senza alcun beneficio per la comunità. Semplificazione
burocratica per attrarre nuovi investimenti nel nostro territorio che possano rappresentare a lungo termine segmenti economici stabili e occasioni occupazionali.

Riduzione delle tasse regionali, perché la pressione fiscale regionale della Puglia continua tristemente ad occupare il primato a livello nazionale. E poi c’è il capitolo delle infrastrutture: ci sono territori, come la Capitanata, che in questi anni sono stati trattati come di “serie b” dal centrosinistra regionale e che speriamo possano trovare delle occasioni di rilancio e riscatto all’esito di quanto si riterrà di fare con i fondi del “Recovery Fund”.

Il tema delle infrastrutture, poi, si collega anche al turismo: la Puglia gode di uno straordinario appeal a livello internazionale, ma abbiamo collegamenti quasi ridicoli che non sono in grado di sostenere un’economia turistica solida. Infine, ma non ultimo, c’è il tema della programmazione e della spesa delle risorse europee: non è polemica politica affermare che le ultime Giunte regionali si siano distinte per demerito anche in questa direzione, tarpando le ali allo sviluppo e alla crescita della Puglia e privando le realtà economiche nostrane di milioni e milioni di euro perché non hanno saputo programmare gli interventi e spendere le risorse disponibili. Non è polemica, è cronaca.”

D.: Lei è manfredoniano e Manfredonia ha dimostrato sempre di amarla, facendole conseguire brillanti risultati elettorali. Cosa si profila all’orizzonte politico della sua città, visto l’avvicinarsi delle elezioni
comunali? Come si organizzerà il centrodestra manfredoniano, le cui forze politiche le hanno conferito unanimemente il mandato di coordinare la coalizione per le elezioni amministrative?

“Il centrodestra, le cui componenti “tradizionali” si sono già riunite, ha deciso di scendere in campo determinato a vincere, unito, coeso, ma soprattutto animato da spirito inclusivo. Si è unanimemente deciso
di aprire la nostra coalizione anche ad altre forze moderate e riformatrici, purché ispirate da un comune denominatore, quello di voler ricostruire il tessuto sociale ed economico della città, provata da un malgoverno durato troppi anni. Presenteremo le nostre liste con molti volti nuovi, giovani e meno giovani, di donne e uomini rappresentanti dei vari spaccati economici, sociali e culturali della città, con l’intento di rappresentare la Manfredonia che vuole riscattare se stessa esprimendo il meglio dei suoi figli.”

D: Cosa sogna per la sua Città?

“Sogno nuove opportunità per i giovani che finora hanno tristemente abbandonato la città in cui desideravano rimanere a vivere per andare a cercare lavoro altrove, maggiore attenzione per le fasce disagiate della popolazione, un risveglio culturale che porti ciascun cittadino a considerarsi parte integrante dell’arredo della propria città ponendo in essere comportamenti responsabili e propositivi per esaltarne
peculiarità ed eccellenze. Occorre una grande operazione di valorizzazione e di marketing per Manfredonia, che per clima, ubicazione geografica (porta del Gargano), tradizioni, storia, vivacità, può diventare una delle mete maggiormente apprezzate della nostra fantastica regione. Occorre tanto lavoro, non sarà uno scherzo, ma credo che come sempre, l’amore e la passione -in questo caso per la Città- potranno essere le migliori armi all’altezza delle sfide che incomberanno.”

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