Poesia ‘Pane e …Quotidiano’

Poesia ‘Pane e …Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 22 febbraio 1939 muore, a Collioure, in Francia,  Antonio Machado, tra i maggiori poeti di tutti i tempi, appartenente alla cosiddetta generazione del 98.  Trascorre la sua giovinezza a Madrid, in ambienti teatrali e letterari, nei caffè frequentati da Unamuno, Villaespesa, Jimenéz, Perez de Ayala. Negli anni successivi viaggia. Esordisce con il libro di poesie ‘Soledades’. Nel 1907 diviene professore di francese, sposa Leonor Izquierdo, che muore di tisi pochi anni dopo e a cui dedica numerose poesie. Prostrato dalla scomparsa della moglie, Machado torna in Andalusia. Nel 1924 pubblica ‘Nuevas canciones’.

È tra i sostenitori della Repubblica. Nel 1936 insieme alla sua famiglia si trasferisce a Barcellona, città che resta ultimo baluardo di coloro che si oppongono ai golpisti. Passa il confine con la Francia, dove muore poco dopo. Nell’esodo, condotto per un lungo tragitto a piedi, lo scrittore era  stanco, malato, deluso e amareggiato. In una tasca del suo cappotto, il fratello José trova un pezzo di carta con l’ultimo verso “Quei giorni azzurri e quel sole dell’infanzia”. Tre giorni dopo muore anche la madre, che viene sepolta accanto al poeta.

Poesia 

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,

e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza… Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;

sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole… Che cerchi,
poeta, nel tramonto?


Redazione

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