Governo al lavoro sulle nuove misure, verso proroga stop spostamenti tra regioni di 30 giorni

Governo al lavoro sulle nuove misure, verso proroga stop spostamenti tra regioni di 30 giorni

Giro di vite per Emilia Romagna, Campania e Molise. Gelmini e Speranza incontrano i governatori in vista del Cdm sulle restrizioni.

Proroga degli spostamenti tra Regioni, in scadenza giovedì, fino al 27 marzo e chiusura della partita sui sottosegretari. Lunedì 22 febbraio si preannuncia una giornata impegnativa per il governo Draghi.

Secondo quanto confermato anche dal ministro Mariastella Gelmini ai rappresentanti di Regioni, Anci e Upi, il Consiglio dei ministri dovrebbe varare domattina un nuovo provvedimento che estenda, per altri trenta giorni, tutte le misure in vigore nel precedente decreto Covid che stabiliva, “sull’intero territorio nazionale”, il divieto di “ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, consentendo in ogni modo “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Mentre, per quanto riguarda l’altro tema all’ordine del giorno, ovvero la scelta dei sottosegretari, il rebus non e’ completamente ancora risolto e – allo stato – non vi sarebbero, stando a quanto riferito da diverse fonti governative, decisioni definitive, anche se resta la volontà di chiudere la partita a inizio settimana, probabilmente non in tempo per la riunione mattutina del Consiglio dei ministri.

“Al Consiglio dei ministri, porterò il documento inviatomi dalle Regioni all’attenzione del governo”, ha garantito la ministra per gli Affari regionali, incontrando, in video conferenza, i presidenti di Regione.

Il riferimento di Gelmini è al testo, redatto dopo la riunione di ieri, in cui i governatori chiedono all’esecutivo Draghi il “superamento dell’attuale sistema di ‘zonizzazione'” dei territori e dell’uso del paramentro dell’Rt per identificare i ‘colori’ delle regioni; una nuova strategia di approvvigionamento dei vaccini; e che chiusure e indennizzi procedano di pari passo in futuro (in un unico provvedimento).

All’ordine del giorno della riunione del Consiglio dei ministri in ogni modo ci sarà solo il nuovo decreto Covid, ha garantito Gelmini. Mentre la partita sottosegretari dovrebbe essere chiusa nelle ore successive.

I nomi indicati dai partiti per riempire le circa 40 caselle di ‘sotto governo’ sono quelli trapelati nei giorni scorsi scorsi. Stando al ‘Cencelli’, 11 o 12 posti dovrebbero andare al M5s, 7 o 9 alla Lega e al Pd, 6 o 7 a FI, due a Italia viva, uno a Leu e ai centristi. Ma non e’ escluso che alcune caselle siano occupate da tecnici, scelti direttamente dal presidente del Consiglio Mario Draghi,

Il primo partito in Parlamento, il Movimento 5 stelle punterebbe alla conferma di Laura Castelli al Mef, Manlio Di Stefano agli Esteri e Pierpaolo Sileri alla Salute, mentre al Viminale potrebbe tornare Carlo Sibilia, e alla Giustizia si parla di Francesca Businarolo o Gianluca Perilli.
Per quanto riguarda il Pd, il partito di Nicola Zingaretti vorrebbe la riconferma di Antonio Misiani al Mef, Andrea Martella all’Editoria e Matteo Mauri all’Interno. Per gli altri posti, e’ pronta una folta squadra di donne – dopo la scelta, tutta al maschile, dei ministri dem – che va da Marianna Madia a Marina Sereni, passando per la possibile conferma di Sandra Zampa alla Salute.

Per la Lega, Matteo Salvini ha detto ‘in chiaro’ i temi per cui chiede “coinvolgimento” del suo partito: Interno, Agricoltura, Ambiente, Scuola e Infrastrutture. I nomi avanzati sono quelli dei sottosegretari del governo con il M5s: Stefano Candiani e Nicola Molteni, Massimo Bitonci, Edoardo Rixi, Vanna Gavia, Mario Pittoni o Rossano Sasso, e Gian Marco Centinaio.
Per FI si parla di Francesco Battistoni, Gilberto Pichetto Fratin, Stefania Prestigiacomo, Francesco Sisto o Valentino Valentini.
Per Iv i nomi che circolano sono quelli di Daniela Conzatti, Daniela Sbrollini, Lucia Annibali e Gennaro Migliore.

Documento degli enti locali “Superare l’attuale ‘zonizzazione'”

“Il presupposto per assumere decisioni valide è individuare una strategia che si fondi su elaborazioni oggettive tecnico scientifiche sulla base delle quali la politica si assumerà la responsabilità della decisione. Occorrono misure nazionali di base omogenee, come avviene nel resto del mondo, che superino l’attuale zonizzazione, salvo prevedere misure piu’ stringenti per specifici contesti territoriali laddove i parametri rilevino significativi scostamenti”. E’ quanto si legge nel documento che riassume le proposte delle Regioni e delle Province autonome per i prossimi provvedimenti del governo inerenti le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19. “Le limitazioni generali e quelle specifiche dovrebbero in ogni caso tener conto dell’analisi dell’esperienza sin qui condotta, valutando le restrizioni che si sono rivelate piu’ o meno efficaci, al fine di poter meglio soppesare quali attivita’ sia necessario chiudere o limitare anche con protocolli aggiornati”, si prosegue.

“Introdurre qualificazione rischio scuola”

“Nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica (al pari delle altre attivita’) con un’apposita numerazione di rischio” si legge nel documento che riassume le proposte delle Regioni e delle Province autonome per i prossimi provvedimenti del governo inerenti le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19. “Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica”, si aggiunge.

Scatta oggi la nuova mappa delle Regioni

Sono scattate da oggi le nuove ‘colorazioni’ per tre regioni, Emilia Romagna, Campania e Molise, passate da gialle ad arancioni soprattutto per la diffusione delle varianti del covid.Nella nuova mappa del Paese non è prevista alcuna fascia rossa, ma Umbria e Provincia di Bolzano hanno già predisposto zone rosse a livello regionale. Da oggi dunque in queste tre regioni, come in tutte quelle arancioni, non ci si potrà spostare al di fuori dal proprio comune (tranne particolari esigenze e con l’autocertificazione) mentre ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, gelaterie e pasticcerie dovranno restare chiusi chiusi salvo per asporto e consegna a domicilio: vietato consumare cibi e bevande all’interno. Supermercati e negozi al dettaglio di generi alimentari, librerie, cartolerie, tabacchi, ferramenta, negozi di abbigliamento per adulti e bambini, di informatica, articoli per la casa, l’igiene e il giardinaggio sono aperti sia in zona gialla che arancione. Aperti anche saloni di parrucchiere, barbiere e centri estetici.

Il pressing dei governatori

I cambi di colore arrivano mentre i governatori chiedono al governo Draghi “un cambio di passo” su Covid e vaccinazioni, a partire da un ripensamento del sistema della fasce per regione, e auspicano una diga ai contagi, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi sul territorio e delle sofferenze economiche. Per il presidente della conferenza della Regioni, Stefano Bonaccini, “è necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute”. L’altra richiesta è che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.

Divide l’idea di un’Italia tutta in arancione

Sulla possibilità avanzata venerdì da Bonaccini di una Italia tutta in arancione, appoggiata da Toscana, Campania e Lombardia. è arrivata la frenata del vicepresidente della Conferenza, Giovanni Toti: “Il Paese si aspetta di ripartire”, ha sottolineato auspicando detto una zona gialla nazionale con eventuali zone arancioni o rosse su base comunale o provinciale.

La nuova mappa delle regioni

In fascia arancione ci sono ora Abruzzo, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Campania, Emilia Romagna e Molise. In fascia gialla: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle Aosta e Veneto. Nessuna regione in fascia bianca, dopo che ci era andata vicina la Valle d’Aosta. La decisione è stata presa sulla base dei dati arrivati all’Iss. Per il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in questa fase epidemica serve “grande prudenza, e un rafforzamento e intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune Regioni”.


Evelyn Zappimbulso

Evelyn Zappimbulso