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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 21 febbraio 1907, nacque in una famiglia della middle-class inglese, a York, Wystan Hugh Auden. Trascorse l’infanzia Birmingham e, negli anni successivi s’interessò di letteratura, soprattutto di mitologia nordica, ma anche di musica e psicologia. Studiò all’Università di Oxford, dove fondò un circolo letterario che oggi porta il suo nome (“Auden Circle“). Ad Oxford cominciò ad interessarsi agli studi di Freud e alle teorie del Marxismo, ma anche alla filosofia di Kierkegaard, al teatro di Ibsen e di Shakespeare.

Negli anni inglesi conobbe T.S. Eliot . Nel 1935 sposò Erika Mann, figlia dello scrittore Thomas Mann, per garantirle l’espatrio dalla Germania nazista, che le aveva annullato la cittadinanza. Essendo solo un matrimonio di convenienza per salvare Erika dalla persecuzione, i due non ebbero vere ragioni per vivere insieme. Nel 1937 partecipò alla Guerra Civile Spagnola. Vinse il premio ‘Pulitzer’ per la poesia che rappresentò il culmine della sua poetica. Dal 1948 al 1957 rimase a New York, ma trascorse molto tempo in Italia, ad Ischia, soprattutto d’estate. Una delle poesie di Auden più famose, ‘Funeral blues’, è contenuta nei film ‘Quattro matrimoni e un funerale’, di Mike NewellL’attimo fuggente , di Peter Weir e La tigre e la neve , di Roberto Benigni.

Blues in Memoria

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.

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