Negazionismo – ignoranza o malafede?

Diritti & Lavoro

di Romina Vidili

È circa un anno che il mondo, secondo ciò che i media ci comunicano, è assediato da una pandemia.

A fronte dell’informazione filo-governativa, che viaggia in un’unica direzione, ovvero la diffusione di dati allarmistici, vi è un’altra informazione che tende a contraddire o, quantomeno, a ridimensionare, la gravità della situazione.

In virtù di queste due correnti di pensiero, che si avvalgono, entrambe, di comunicazioni ufficiali di scienziati e tecnici vari (catastrofiche, nel primo caso, e più contenute e più ottimistiche, nel secondo), si sono formate due scuole di pensiero, anche nella popolazione: taluni si uniscono alla corrente principale, altri dissentono.

Come spesso accade, avere un pensiero che si dissocia da quello della massa, porta ad essere etichettati… identificati… quasi marchiati, con un termine che ne racchiuda il senso.

È accaduto anche in questo momento epocale e sono nati i “negazionisti” .
Ovvero, coloro che, secondo gli allineati al pensiero unico, si pongono dei dubbi in merito alla veridicità delle notizie divulgate dai media.

Ma, facciamo un po’ di chiarezza… e studiamo un po’ di storia.
Qual è il vero significato di negazionismo?

Il negazionismo è una particolare forma di revisionismo storico, che nega la veridicità di alcuni avvenimenti, in particolare del periodo nazista e fascista e della seconda guerra mondiale.
Il negazionismo (di un evento storico come un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l’umanità) è una corrente pseudostorica e pseudoscientifica del revisionismo che consiste in un atteggiamento storico politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.

Ora, considerando che, chi dissente dal pensiero unico, pensa che si stia usando un virus proprio per perpetrare (e giustificare) dei crimini contro l’umanità, chi è il vero negazionista, in questo momento storico?
E cosa si nasconde, davvero, dietro all’utilizzo di termini che rievocano periodi storici così bui: ignoranza, intesa come ignorazione della storia, o malafede?