Un presidente stile Conte

Politica regionale, nazionale e internazionale

Il dott. Emanuele Caputo, rappresentante politico del movimento “Insieme Cambiamo Castellana” nonché Presidente del Consiglio Comunale, è intervenuto nella città di Castellana Grotte. seduta consiliare odierna in merito alla situazione politica attuale della nostra.

di Giovanni Mongelli

Un Presidente del Consiglio eccellente, paragonabile a Conte – a livello umano – sin dal suo insediamento al comune ha lavorato, lavora e lavorerà con assoluta diligenza e rispetto, con il suo cavallo di battaglia – il popolo Castellanese. Auguro a lui un buon proseguimento al di là di come andrà nell’ambito dell’amministrazione comunale, in cui il suo operato è ben unito al neo assessore Antonio Campanella, a Illa Sabbatelli ed altri assessori consiglieri; efficace anche come medico, chissà curando pure questa “malata Amministrazione Comunale”.

Ecco come si è espresso nell’ultima seduta consiliare:

“Presiedere il massimo consesso cittadino, quell’assise in cui le istanze, le aspirazioni e le speranze dei cittadini trovano ascolto, o almeno dovrebbero trovarlo, è per me un onore grande ed un grande onere. Alla ferrea imparzialità con la quale mi accingo ad intraprendere questa funzione concederò una sola eccezione: la partecipazione dei cittadini, per la quale parteggerò senza riserve e dalla cui parte mi schiererò apertamente e costantemente nell’espletamento del mio mandato. Preannuncio sin d’ora a tutti gli stimati consiglieri, di maggioranza e di minoranza, che non intendo solo portare i cittadini in questo Consiglio, ma che è mio fermo proposito, grazie soprattutto alla collaborazione di tutti i presenti in questa aula, quello di portare il Consiglio alla Città e ai cittadini.” A distanza di quasi quattro anni queste parole con cui si apriva il mio discorso di insediamento enunciato il 24 luglio 2017 appaiono quanto mai attuali. Con sommo rammarico devo purtroppo comunicare ufficialmente all’assise e all’intera comunità cittadina la morte annunciata di “Centro Civico”, la meravigliosa esperienza democratica nata nella seconda metà del 2016 e letteralmente esplosa nella primavera del 2017. Una meravigliosa esperienza democratica che ha visto la sua acme nelle primarie di quattro anni fa, nel grande senso di partecipazione dei castellanesi che si espressero per la candidatura del sindaco Francesco De Ruvo immaginando una rinascita castellanese che è coincisa con la più grande delusione che si ricordi. Chi, come me e i compagni d’avventura di “Insieme CambiAmo Castellana” che in quei mesi avevano posto i pilastri fondamentali della coalizione, ignoravano in assoluta buona fede che quello che sembrava un trampolino per dieci anni di rilancio di ogni aspetto cittadino potesse coincidere con il punto più alto di questa esperienza deludente. Se escludiamo sporadiche soddisfazioni, questi quattro anni hanno rappresentato per il nostro movimento per lo più una serie di amarezze ben lungi dal ripagare lo sforzo immane, sommesso e disinteressato dei tanti componenti del nostro gruppo politico che hanno inteso mettersi letteralmente al servizio della collettività. Con il consiglio odierno si celebra la fine ufficiale della maggioranza espressa e fortemente voluta dagli elettori castellanesi che avevano già scelto nel primo turno dell’11 giugno 2017 la squadra di governo e che, praticamente sin da subito, si sono svegliati da questo bellissimo e allo stesso tempo ingannevole sogno. I cambi effettuati e soprattutto le modalità con cui ciò è avvenuto raccontano da soli, purtroppo e nostro malgrado, la storia del sindaco Francesco De Ruvo che si illude così di aver conquistato la ricandidatura del prossimo anno nonostante un fallimento evidente in tutti i settori e niente affatto mitigato dalla pandemia in atto. La scarsa attenzione e la scarsa capacità di programmazione del primo cittadino, unite all’ulteriore incapacità nel monitorare costantemente le criticità cittadine, fanno sì che, chiunque si ritroverà a sostituirlo debba fare i conti con una macchina amministrativa sgangherata ed esaurita nelle esigue risorse di personale a disposizione. Personale che nei prossimi mesi è destinato ad assottigliarsi ulteriormente e che pertanto, in ogni settore, dovrà fare i conti con la “fatica” tecnica, ovvero con carichi di lavoro in aumento da redistribuire fra meno soggetti. Basterebbe soltanto questo per spiegare cosa non è accaduto in questi anni. Da oggi però si apre una nuova strada, per certi versi innovativa. Una presidenza del consiglio comunale di garanzia – al netto degli inevitabili tentativi di destabilizzazione già posti in atto da qualche esperto collega – è probabilmente la migliore espressione di democrazia possibile. Un modo, insomma, per raggiungere al meglio il momento del confronto con gli elettori auspicando soluzioni politiche e amministrative coraggiose che non disperdano il potenziale di entusiasmo – nonostante le delusioni patite – dimostrato proprio quattro anni fa dalla comunità cittadina. Un contesto in cui possano emergere le reali volontà di cambiamento e innovazione indispensabili per riportare la nostra Castellana fra le città più ammirate della provincia e della regione come spesso accaduto in passato. Una Castellana che possa nuovamente rispolverare la sua bellezza, la sua enorme ed equilibrata ricchezza fatta di ricerca, operosità, peculiari tradizioni, curiosa volontà nel proporsi come modello di sviluppo sostenibile. Una Castellana in cui nessuno debba sentirsi “in dietro” e nessuno debba chiedere ai potenti di turno il rispetto dei diritti fondamentali della nostra Costituzione. Una Castellana insomma più consapevole che solo con la voglia di condividere esperienze e risorse si possa risorgere da un inaspettato medioevo targato De Ruvo.