Mega espulsione dal M5s per i contrari a Draghi

Politica regionale, nazionale e internazionale

40 è un numero che fa impressione e non c’entra con quelli che giravano attorno ad Ali Babà, piuttosto incarnano l’ala dura del movimento. Eppure questa ‘durezza’ andrebbe analizzata.

E’ per caso legata allo spirito delle 5 stelle? Chi rammenta a cosa si riferissero quelle stelle? Le cinque stelle richiamate nel nome originariamente rappresentavano tematiche relative ad acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività, successivamente modificate in acqua, ambiente, trasporti, connettività e sviluppo. Il primo che fu sacrificato dal rigidismo di Casaleggio senior fu il sindaco di Parma Pizzarotti, reo di non aver chiuso (lo poteva fare?) l’inceneritore dei rifiuti (poi portò la raccolta differenziata oltre il 60%). Col tempo e soprattutto dopo l’exploit in parlamento, il movimento è passato dal concetto uno vale uno, che detto così sembra bello, ma senza competenze non significa nulla, al noi, al gruppo, fino alle alleanze sul contratto scritto, che ancora non significa nulla in politica, meglio chiamarli accordi, per approdare al Conte 1 e Conte 2, fino a Draghi. Qui la partita si complica, perché non si tratta di noi, ma di altri, anzi quasi tutti gli altri. Ma era lo spirito che chiedeva Mattarella per uscire dalla pandemia, c’è chi ha capito e chi si ostina a rimanere irriducibile. (Rdg)

Nelle tensioni che attraversano M5s, è in punta di regole che si gioca la partita delle espulsioni, né mancano i riferimenti letterari per descrivere l’impasse.

Le regole impongono, secondo l’avvocato Lorenzo Borrè, che la cacciata dei dissidenti debba essere ratificata dagli iscritti perchè sia valida.

“Incredibile: Crippa ha avuto ‘indicazione’ per l’espulsione da una carica che dall’altro ieri non esiste più”, sottolinea Borrè, che in più occasioni ha assistito chi nella minoranza si è opposto a sanzioni e decisioni del Movimento.

“Crippa cita l’articolo 21 del regolamento del gruppo, che prevede la sanzione per il caso di ‘mancato rispetto delle decisioni assunte dall’assemblea degli iscritti con le votazioni in rete’, dimenticando – osserva ancora – che il voto on line degli iscritti era una ‘consultazione’, non vincolante ai sensi dell’art. 2, comma 5, del regolamento del gruppo, e non una delibera assembleare. Sì consiglia di ripassare la lettura dell’art. 4 e dell’art. 6 dello Statuto per cogliere la differenza sostanziale”.

“Ergo: non c’è violazione e comunque, vista la impraticabilitá della scorciatoia dell’indicazione del capo politico, che non esiste più, senza ratifica degli iscritti con il voto on line l’espulsione non è efficace. Si confida che il presidente della Camera, verificate le aporie dell’espulsione, rimandi la lettera al mittente”, conclude Borrè.

E dentro M5s c’è poi chi non manca di sottolineare che le dinamiche del gruppo parlamentare non si riflettono automaticamente sulla permanenza, o meno, dei ‘malpancisti’ nel Movimento: solo gli organi preposti, a partire dai probiviri, potranno stabilirlo.

Qualcuno tra i 5 stelle si rifa alla lite tra Achille e Agamennone per descrivere la spaccatura tra le due anime, maggioranza e minoranza, di M5s: “Né ho intenzione di restar qui disonorato, a procacciarti benessere e ricchezza. È molto più comodo rapinare premi a chiunque parli diverso da te. Sei un re che divora il suo popolo, poiché comandi su gente da nulla: se no, adesso, era l’ultima volta che insolentivi!'”, questa la citazione dell’Iliade circolata tra le file M5s.

L’attività del gruppo parlamentare Movimento 5 stelle è informata ai principi di partecipazione trasparenza e responsabilità nell’ambito della leale collaborazione tra i suoi componenti“, premette il capogruppo M5s alla Camera, Davide Crippa, nella lettera con cui ufficializza ai dissidenti l’espulsione dal gruppo.

“Dal resoconto della seduta dell’assemblea di giovedì 18 febbraio – prosegue – risulta che tu abbia votato in difformità dal gruppo in occasione della mozione di fiducia al governo Draghi. Tale fatto oltre a denotare il mancato rispetto delle decisioni assunte dagli iscritti con la votazione in rete e, conseguentemente, dagli organi del Movimento pregiudica l’immagine l’azione politica del nostro gruppo parlamentare“.

“Pertanto – si legge ancora – su indicazione del capo politico dispongo sentito il comitato direttivo la tua immediata espulsione dal gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle senza ratifica degli iscritti ai sensi dell’articolo 21 dello Statuto”. (agi)