Diritti & Lavoro Ecatombe ciclisti urbani. Cosa non funziona e come potrebbe funzionare

Ecatombe ciclisti urbani. Cosa non funziona e come potrebbe funzionare

L’ASAPS ha deciso di creare un Osservatorio Ciclisti. Bene. Avremo dati più precisi che potrebbero fa riflettere gli amministratori sulle loro carenze in materia.

Col Covid, e gli incentivi statali per l’acquisto, si è più diffusa la bici. Anche perché diversi hanno timore di infezione nei mezzi pubblici, e poi c’è l’onda lunga delle politiche di disincentivazione al mezzo privato.
Ma per andare in bici occorrono anche infrastrutture alla bisogna e non solo sentirsi ospiti indesiderati di strade per autoveicoli. Ci sono Paesi come Olanda, Danimarca e Germania che sono punto di riferimento. In Italia il male minore è solo in Emilia Romagna. Mentre, per esempio, in Toscana si predilige il turismo (la pedalata lungo l’Arno, etc) alla mobilità (2).

Quindi è bene “osservare”, ma come reazione ci dovrebbe essere consapevolezza che la mobilità ciclabile deve essere al primo posto, e non un surrogato e una medaglietta al petto per dire quanto si è bravi.
Forse se lo Stato, oltre che dare benefit per acquistare bici, imponesse delle infrastrutture minime alle amministrazioni locali, potrebbe essere un segnale.

2 – ora dovrebbe nascere una “autostrada” ciclabile tra Firenze e Prato… vedremo quanti la useranno… mentre abbiamo piste urbane poche e disastrate, che finiscono nel nulla e penalizzate in presenza di lavori che, vista la tramvia in espansione, sono quotidianità.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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