Bullismo e indifferenza. Marco Ferrazzano

Cronaca

di Romina Vidili

Il 22 gennaio scorso, Marco Ferrazzano, un giovane 30enne di Foggia, esce di casa per non farci mai più ritorno.

Tante le richieste di segnalazione, invitando chi fosse a conoscenza di notizie, a comunicarle agli inquirenti, nella speranza che portassero ad una pista da seguire.

Diverse trasmissioni televisive hanno riportato la notizia intervistando la famiglia.
Tra queste, la famosa trasmissione “chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli, si era occupata del caso.

Nel corso delle ricerche si sono inseguite informazioni che portavano gli inquirenti a considerare la pista del bullismo.

Una notizia viaggiava parallela alla scomparsa di Marco: la morte di una persona, non identificata, contro un treno in corsa (resta da chiarire se trattasi di omicidio o suicidio), lo stesso 22 gennaio, giorno della scomparsa di Marco.

Su richiesta del legale rappresentante della famiglia del ragazzo, sono stati effettuati gli esami del DNA, sui brandelli del corpo, ritrovati sul luogo della morte.

Purtroppo per la famiglia Ferrazzano, l’esito è risultato positivo: i resti ritrovati appartenevano a Marco, che è morto il giorno stesso dell’allontanamento, sotto a quel treno, probabilmente sfinito dai continui soprusi di chi lo bullizzava.

Sono stati ritrovati anche dei video, prima pubblicati e poi eliminati, sui socials, di atti di bullismo di cui Marco era vittima, a causa di un suo leggerissimo ritardo mentale, che faceva di lui un giovane troppo buono ed indifeso.

Stamattina si sono svolti, presso la parrocchia Santo Spirito di Foggia, i funerali di Marco Ferrazzano.

Marco è morto nell’indifferenza generale e queste sono state le parole di Mons. Pelvi: “Ciò che spaventa non è la violenza dei cattivi ma l’indifferenza dei buoni”.