La pandemia mette in ginocchio il Tribunale di Milano e la malagiustizia continua

Cronaca

Milano. Ottobre 2020
La sala virtuale del Tribunale e’ colma di gente che attende con i propri rispettivi avvocati . I collegamenti on line sono accesi da ore ma il magistrato per queste udienze, ognuna ad un orario diverso e per un tema diverso, non appare.
Dalle 11 di mattina si arriva alle 18 di pomeriggio, tra un caffè’ a tempo indeterminato ed una chiacchiera nella sala virtuale aperta, con gli altri Avvocati e Clienti di altre cause. Una donna e madre non smette di piangere, non vede suo figlio da 5 mesi e questa udienza le avrebbe dato modo di riconciliarsi.
Alle 18 si ode una nuova voce, è il magistrato che non si scusa per le 7 ore di attesa ma parla di tempi lunghi, errori tecnici di collegamento e rimanda tutte le udienze. La donna piu’ provata e’ sempre questa madre, un pianto addolorato, un suono e degli occhi persi nella disperazione che non si possono dimenticare. Le udienze verranno rimandate di 5 mesi.

Milano Febbraio 2020
Le udienze si sono rispostate in sede, via san Barnaba 50 , al primo piano e’ piena gente. Avvocati con clienti, magistrati. Distanziamento non esiste, qui il Covid sembra non essere contagioso. Sono tutti presi dalla propria udienza , perennemente in ritardo, costantemente rinviata. La cancelleria nei mesi precedenti pare non abbia ben operato e molte notifiche non sono state fatte o fatte fuori termini. Udienze ancora rinviate per 4 mesi. Clienti ed Avvocati attoniti e magistrati con in mano ricorsi mai letti, di cui non conoscono nemmeno l’argomento, i nomi delle parti, nulla di nulla.
E la malagiustizia continua, col Covid come alibi, ed aule gestite da magistrati come un circo.

Eleonora Magnelli