Ricciardi e le continue minacce di lockdown

Ambiente & Salute

di Romina Vidili

” Ricciardi: “Serve un lockdown totale, lo chiederò a Speranza”. (14 febbraio)

– Ricciardi: “Tutta Europa è già ricorsa a lockdown duri”. (11 febbraio)

– Ricciardi: “E’ la quiete prima della tempesta” (5 febbraio)

– Ricciardi: “Serve un lockdown rigido a febbraio” (24 gennaio)

– Ricciardi: “Le misure non fermano il virus, serve un lockdown di un mese” (21 gennaio)

– Ricciardi: “Basta colori, serve un lockdown di un mese” (17 gennaio)

– Ricciardi: “Io farei quattro settimane di lockdown” (15 gennaio)

– Ricciardi: “Subito lockdown o le vaccinazioni sono a rischio” (12 gennaio)

– Ricciardi: “Le nuove misure non saranno sufficienti” (7 gennaio)

– Ricciardi: “Ridurre i contagi con un blocco serio” (6 gennaio)

– Ricciardi: “Non riaprire le scuole, serve zona rossa fino al 15 gennaio” (31 dicembre)

– Ricciardi: “Farei un lockdown da subito e per due mesi” (21 dicembre).

– Ricciardi: “Un lockdown a Natale, i contagi sono la punta dell’iceberg” (15 dicembre)

– Ricciardi: “Abbiamo due-tre settimane di tempo per decidere sui lockdown” (13 novembre)

– Ricciardi. “Le persone circolano troppo, non è escluso un lockdown totale” (11 novembre)

– Ricciardi: “Lockdown subito in alcune aree metropolitane” (8 novembre)

– Ricciardi: “Lockdown? Due settimane sono poche” (6 novembre)

– Ricciardi: “E’ necessario un altro lockdown” (26 ottobre)

– Ricciardi: “Coprifuoco inutile, meglio il lockdown” (25 ottobre)”

L’ultima dichiarazione recita:

“Se non sono utile, mi metto da parte”…

Vediamo insieme chi è Walter Ricciardi, consigliere scelto dal ministro della Salute Roberto Speranza per affrontare l’emergenza coronavirus.

L’uomo dei continui appelli allarmisti sull’imporre agli italiani lockdown duri, decise, nel 2015 di chiudere Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) che sarebbe stato utilissimo per affrontare un’epidemia.

Continuo’ ad ammonire gli italiani nel 2018, forse reminiscenze del suo passato al fianco di Mario Monti: “Credo che come per Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna sia opportuno che gli Italiani sperimentino sulla loro pelle quello che “salvatori” come Amato, Ciampi e Monti gli hanno finora evitato”. Ciò che sembra sia passato indisturbatamente sottotraccia, è il motivo delle dimissioni di Walter Ricciardi dalla carica di presidente dell’Istituto superiore di sanità nel 2018.

Conflitto di interessi e obblighi vaccinali

L’allora ministro della Salute Giulia Grillo, che ricevette le dimissioni di Walter Ricciardi, affermò che: “Da quello che so e da quello che mi è stato detto durante il nostro colloquio, Walter Ricciardi non si è dimesso per polemiche con il governo, ma per tornare alle sue attività. Anche nella lettera di dimissioni è indicato questo. Poi lui ha manifestato un legittimo disaccordo con alcune posizioni del governo, ma questo non ha nulla a che fare con il suo ruolo, che di certo non fa politica, ma altro”. La Grillo glissò sul probabile reale motivo che ha costretto Ricciardi all’allontanamento dall’Iss.

La vera ragione delle dimissioni di Ricciardi potrebbe essere quel conflitto di interessi sui vaccini, svelato dal libro Vacci-Nazione di Giulia Innocenzi, che riporta la testimonianza della giornalista Amelia Beltramini, le conseguenti accuse del presidente del Codacons Carlo Rienzi e, infine, il servizio delle Iene. È opportuno ricordare che, come commissario e presidente dell’Istituto superiore di sanità, Ricciardi ha promosso allargamento dell’obbligo vaccinale imposto ai bambini, attraverso il Piano nazionale sui vaccini, apripista della legge Lorenzin: “Ho fatto presente alla ministra Lorenzin la situazione preoccupante in cui ci trovavamo, lei è stata molto reattiva e insieme abbiamo fatto la nuova legge”, affermava l’attuale consigliere di Speranza nel settembre 2017 alla festa del Pd di Firenze. Anzi, Ricciardi avrebbe voluto l’imposizione di tredici vaccini (pneumococco, meningococco B e C), invece dei dieci passati poi con la legge.

Dopo le dichiarazioni della Innocenzo,

Questa,  la lista che Ricciardi presentò alla Commissione europea in merito alle sue collaborazioni: Novartis per il vaccino MenB (2012); Menarini per il vaccino Nebivololo (2012); Menarini per il vaccino Remimazolam (2012); IBSA per il vaccino Fostimon (2012); GlaxoSmithKline per il vaccino Belimumab (2011); Pfizer per il vaccino Enbrell (2011); Pfizer per il vaccino PCV13 (2011); Astellas Pharma per il vaccino Mycamine (2010); Amgen Dompè per il vaccino Prolia (2010); Wyeth Lederle per il vaccino Prevenar (2009); Novartis per il vaccino Lucentis (2009); Sano Pasteur per il vaccino Gardasil (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino Syn orix (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino Lapatinib (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino HPV (2007)”.

La denuncia del Codacons

La medesima questione era già stata denunciata dal Codacons nel 2016 con un volantino distribuito durante un convegno a cui partecipava Ricciardi, in cui si descriveva la “sussistenza di numerosi presunti conflitti di interessi risultanti dalla commistione con case farmaceutiche o simili”.

L’uomo dei lockdown o dei conflitti d’interesse (per utilizzare un eufemismo)?