La rinascita di Marco Urso, il “Pittore degli Angeli”

Arte, Cultura & Società

Dicono che ogni uomo che muoia una prima volta possa poi rinascere una seconda in nuove sembianze; a volte questa rinascita accade pur vivendo nel medesimo corpo. Questa è la storia di Marco Urso.

di Francesca Leoci 

“Se nella tua attuale vita sei una persona di buon cuore, vuol dire che in quella passata sei stato un delinquente” sostengono i più fedeli. Marco Urso nasce con una sordità dell’85% che non viene subito compresa dalla sua modesta famiglia, ma appresa dall’amata nonna, in un momento di palese assenza uditiva accanto al telefono che squillava al suo fianco, momento dal quale Marco convive con un apparecchio acustico. Deriso e additato da insegnanti e compagni per la sua dolce diversità, decide di ritirarsi dal mondo esterno che lo trascina in una situazione di disagio, ma nella solitudine scopre di avere lo strano dono di saper suonare – prima la fisarmonica del nonno defunto e poi il pianoforte – con l’abilità che, di solito, ha solo chi ha avuto un supporto formativo, che solo sua nonna sprona, impegnandosi a far avverare i suoi sogni. Alla sua morte, Marco si ritrova in un tunnel senza uscita che lo spinge a prendere molti chili in poco tempo.

26 luglio del 2006. La strada notturna, che si traveste da enorme pericolo per le sue orecchie che non lo accompagnano come una sicurezza, diventa quasi mortale. Dopo essere stato investito entra in un profondo coma di 15 minuti a cui neanche i medici sperano per un risveglio, ma Marco sostiene di aver sentito di essere morto in quell’arco di tempo, in cui un bambino davanti a lui con una clessidra gli mostrava il tempo che scorreva incessante, affermandogli che lui non era il pianista che credeva di essere, ma che da quel momento sarebbe stato un pittore dal nome Marck Art, dopodiché trasportato da alcuni angeli, il bambino sparisce, portandolo ad occhi aperti nella sua nuova vita a cui era destinato. Al suo risveglio, apparso per i genitori come una benedizione, Marco chiede immediatamente una tavolozza per dipingere; ma lui non era più Marco Urso: da quel momento, la sua rinascita fisica ed interiore ha portato con sé rivelazione e certezza della nuova vita di Marck Art.

Inizia a dipingere “guidato dagli angeli” come egli stesso afferma, talvolta con un pennello in ognuna delle mani. Forse il punto più sconvolgente dei suoi dipinti resta la sua storia, attraverso i quali Marck trasmette la sua ingenua bontà rinata in un’esistenza degna di essere vissuta, con un espressionismo astratto che solo Vittorio Sgarbi nel 2014 prende a cuore, e attratto da essi e la loro storia, decide di impegnarsi a dare una mano al miracolato artista, giungendo ad incontrare collezionisti e artisti stimati, fino alla vendita di un suo quadro per ben sessantamila euro (circa).

Ognuno vive accompagnato da segnali che ci direzionano verso il nostro destino, a cui sta a noi coglierne il senso proseguendo verso le direttive che ci vengono consigliate in silenzio; a volte, queste direttive si chiamano angeli, quelli che hanno accompagnato in un percorso travagliato il nuovo Marco Urso spingendosi fino al suo finale felice.

Il pittore degli angeli.