La pantera e le nostre bugie

La pantera e le nostre bugie

La Pantera avvistata negli ultimi giorni in diversi comuni dell’hinterland barese è divenuta protagonista di notiziari, discussioni, chiacchiericcio, giuste preoccupazioni ma anche esagerazioni. Cosa c’è da sapere sulla pantera?

Di Giovanni Mongelli

Intanto, cos’è una Pantera?

La Pantera altri non è che un leopardo (Panthera Pardus) che, tramite la mutazione di un gene recessivo, presenta una colorazione con variante melanica di colore scuro. Questa eventualità è detta melanismo – po’ l’opposto dell’albinismo – dove gli esemplari nascono con tinte chiare. Oltre al leopardo, anche il giaguaro e il puma possono presentare queste caratteristiche, ma essendo questi ultimi felini americani, è difficile che si tratti di loro nel caso dei nostri avvistamenti. In tutta probabilità si tratta di un Leopardo dato che, essendo africano e asiatico, è molto più facile introdurlo per vie illegali.

Le sue dimensioni possono arrivare a quelle di un cane di grossa taglia, più bassa e più slanciata con un peso medio di 50 kg, ma generalmente una pantera presenta caratteristiche più piccole rispetto al comune leopardo, poco più di 30 kg. È tuttavia molto agile, capace di nuotare, fare balzi molto lunghi e alti ed è campionessa nell’arrampicarsi sugli alberi (è l’unico felino di grosse dimensioni che trasporta le prede sugli alberi e che scende a “testa in giù”). Tra tutti i felini presenta gli artigli più affilati per permettere di arrampicarsi agevolmente.

Cosa mangia una Pantera?

Una pantera è un carnivoro predatore e caccia tutto ciò che si muove alla sua portata. Nel suo habitat preda soprattutto gazzelle, facoceri e scimmie, ma all’occorrenza anche insetti, lucertole, uccelli, serpenti e prede molto grosse come zebre, gnu o grandi ungulati. Non disdegna le carogne. In Africa i suoi nemici naturali sono il leone, la iena e il licaone. Con il leone non può competere per forza e dimensioni. Contro iene e licaoni deve desistere per numero, mentre la pantera è solitaria gli altri agiscono in branco, ma è perfettamente in grado di uccidere se dovesse affrontare un esemplare isolato. In Asia, invece, deve arretrarsi dinanzi alla tigre e cedere ai branchi di cuon (cane selvatico).

Rapporti con l’uomo e pericolosità.

Parchi zoologici, zoo, attrazioni circensi, ville private hanno sempre detenuto delle pantere per ragioni attrattive o ego smisurato di qualcuno. L’animale è quindi noto e famoso da tempi immemori. Ma quanto è pericolosa per l’uomo? Non ha “l’animo corruttibile di un cane” e non la si conquista con un biscotto o un bocconcino. Non va avvicinata e soprattutto non va molestata (la difesa della pantera è furiosa).

È un’animale intelligente e diffida dall’uomo, tende a starne alla larga, sa bene che avrebbe la peggio e non è incluso nel suo menù. Rari casi si sono registrati di antropofagia ma per lo più attacchi su bambini da parte di esemplari vecchi non più in grado di cacciare altri animali.

Nel nostro caso, quanto è pericolosa la pantera avvistata nelle nostre campagne? Non è più pericolosa di un esemplare cresciuto nel suo habitat. Non risulta carcasse rinvenute sugli alberi, quindi presumibilmente sarà un esemplare giovane e forse femmina. Il disagio maggiore sarebbe per le masserie ma, se queste sono munite di più cani, riuscirebbero a tenerla lontana. Una pantera non è sciocca da affrontare più nemici in uno scontro, anche perché non potrebbe permettersi di ferirsi o restare offesa. In un uno contro uno non ci sarebbe storia, quindi evitate di improvvisarvi eroi e darle la caccia col vostro cane solo perché avete un pitbull, un dogo o un rottweiler…non la scamperebbe.

Evitate battute di caccia appositamente mirate alla pantera. Non è uccidendola che si risolve il problema o si rimedia ai danni fatti; lasciate che la sezione forestale faccia il suo lavoro. Evitate di avvicinarla se doveste incontrarla, allontanatevi e segnalate alle forze dell’ordine. Qualora vi sentiate minacciati – cosa molto improbabile – e siete in gruppo, fate rumore, alzate e scuotete le braccia, fate chiasso, urlate, battete qualcosa, la metterà certamente in fuga (tattica usata efficientemente dai babbuini o da qualche tribù indigena), ma per nessuna ragione dovete inseguirla, lasciate che vada. Se siete soli non date le spalle e allontanatevi. La Pantera non viene apposta per voi e non aspetta voi, non è cacciatrice d’uomini, non cerca lo scontro, tuttavia non vi vuole d’intralcio se deve nutrirsi. Le distanze sono sempre le precauzioni migliori. Evitate di recarvi da soli in campagna senza un valido motivo. Alcuni comuni hanno già emesso delle ordinanze, non so se il comune di Grumo Appula abbia fatto già altrettanto.

La Pantera non è una Tigre ma neanche un Gatto! Prestate attenzione e non provate a fare gli eroi.

Spero di non scoprire a giorni qualcuno vantarsi sui social con qualche selfie contornato con la carcassa di una pantera come fosse un trofeo da esibire. Faccio sempre appello al buon senso e alla coscienza di tutti.


Francesca Leoci

Francesca Leoci

Giovane appassionata di scrittura, mi apro a voi nel modo più semplice in cui posso esprimere me stessa: le mie parole (digitali). Blog d'opinione, dedicato ad articoli su rapporti umani, riflessioni personali e filosofia.