Marina Militare, la portaerei Cavour da Taranto approda a Norfolk

Cronaca

Nella giornata di avantieri (13 febbraio) la portaerei Cavour della Marina militare ha ormeggiato nella base navale della Seconda Flotta della US Navy di Norfolk, in Virginia. Ad accogliere l’ammiraglia della Squadra Navale della Marina impegnata nella campagna ‘Ready for Operations’ (RFO) c’era l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio, il quale, nel suo saluto all’equipaggio e al comandante della portaerei Cavour, capitano di vascello Giancarlo Ciappina, ha ricordato come quest’anno ricada «il 160esimo anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche bilaterali tra l’Italia e gli Stati Uniti».
«I nostri sono Paesi alleati e amici – ha detto Varricchio – il cui rapporto è figlio di quella tradizione marinara che spinse un navigatore genovese ad affrontare onde e correnti allora sconosciute». L’Ambasciatore ha poi rilevato come nave Cavour sia «un campione esemplare della nostra Italia e il migliore esempio di una virtuosa collaborazione nel campo della sicurezza e dell’industria».
La portaerei italiana è approdata nella costa atlantica degli Stati Uniti proprio al termine di una navigazione di 17 giorni, di cui 10 di traversata oceanica, dopo aver lasciato il 28 gennaio scorso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto. La campagna RFO, informa la Marina, «avrà l’importante fine di conseguire la certificazione all’impiego operativo dei nuovissimi velivoli del programma Joint Strike Fighter (JSF) F35-B».
«Supportare gli alleati italiani nella certificazione della loro portaerei accresce la nostra esperienza comune nella sicurezza e abilità di combattimento», ha osservato il comandante della seconda flotta della US Navy, l’ammiraglio Andrew Lewis.
Nel momento in cui gli F35-B inizieranno la regolare attività operativa l’Italia entrerà a far parte di una élitè di pochi Paesi al mondo in grado di esprimere una capacità portaerei con velivoli da combattimento di 5^ generazione, diventando di fatto l’unico paese dell’Unione Europea a vantare questa capacità. “Un’impresa strategica per il Paese e la Marina militare – ha fatto sapere il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone – a cui dovrà affiancarsi quella più specifica di amalgama con l’intera forza marittima».

Redazione Corriere di Puglia e Lucania