Parliamo e mangiamo italiano

Arte, Cultura & Società

di Romina Vidili

Esiste una bella differenza tra usanze e tradizioni… facciamola!
Le usanze sono spesso dettate dal momento, dalla moda, dal contesto.
Le tradizioni sono ben altra cosa!
Sono inviolabili!
Sono parte fondamentale del nostro bagaglio di vita!
Sono ciò che ci identifica!
Veniamo quindi al punto: perché accettare qualunque cosa, come fosse quella giusta, solo “perché adesso si usa così”?
Esattamente, che significa?
Viviamo nel Paese più bello del mondo: l’Italia!
Il Paese più variegato e variopinto, con tutti gli scenari, tutti i paesaggi, tutti i climi, esistenti in natura. Una storia meravigliosa ed una cucina inimitabile.
Siamo Italiani e dovremmo esserlo con orgoglio e dignità!
La moda, la tecnologia, gli studi, si evolvono e fanno passi da gigante, è vero. E va benissimo così!
L’integrazione e la globalizzazione stanno dilagando.
Ma, quando non è assolutamente necessario, poiché la lingua italiana lo permette, e perché comunichiamo in Italia, che problema ci poniamo ad utilizzare termini ITALIANI, piuttosto che stranieri?
Perché sentiamo il bisogno di esprimerci in un’altra lingua?
Pensiamo, forse, di apparire più colti? Più preparati? Beh, può anche darsi che sia così, in alcuni casi! Ma, certamente, ci mostriamo meno rispettosi della nostra Terra e del nostro Tricolore!
Per cui sarebbe bene utilizzare la Nostra Lingua, quando è consentito.
Tanto per restare in tema:
Perché lockdown e non chiusura?
Perché meeting e non riunione?
Perché smart working e non lavoro telematico?
Perché work in progress e non lavori in avanzamento?
Perché stay tuned e non rimani sintonizzato?
Perché chef e non cuoco?
Perché homemade e non fatto in casa?
Perché omelette e non frittata?

Perché?

Meglio apparire cittadini del Mondo, piuttosto che Italiani orgogliosi e fieri?
Io non ci sto!
E auspico ad un maggiore RISPETTO
per la Patria!
per la lingua!
per il Tricolore!
per le Tradizioni!
per gli Italiani!
Parola d’ordine: Nazionalismo!