Riapertura impianti sciistici, le linee guida per bar e ristoranti in quota

Diritti & Lavoro

Da lunedì 15 febbraio si torna a sciare e gli impianti sciistici sono chiamati a rispettare le linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico finalizzate a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

Nel documento “Linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali”, diffuso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si definiscono anche le misure di prevenzione applicabili alle “attività di ristorazione e di pubblico esercizio in quota”, definendole “un presidio della montagna nel periodo invernale”.

Ecco le regole principali:

  • i responsabili delle strutture dovranno adottare misure di gestione volte ad assicurare che vengano evitati assembramenti in tutte le fasi del servizio;
  • all’interno delle strutture, il servizio bar e ristorazione potrà essere gestito solo con posti a sedere;
  • ogni struttura dovrà predefinire il numero massimo di clienti nel locale;
  • viene suggerito di prevedere sistemi di prenotazione onde evitare il formarsi di assembramenti in orari di massimo afflusso;
  • è opportuno prediligere la consumazione all’aperto, inclusa l’ordinazione e la consegna del cibo d’asporto, anche adottando strutture provvisorie;
  • l’après ski è consentito solo con posti a sedere nel rispetto delle misure di prevenzione stabilite nei protocolli per la ristorazione e per i pubblici esercizi;
  • si suggerisce di prevedere dei sistemi di informazione a valle che comunichino ai turisti che nelle strutture in quota potrà non essere assicurata l’accoglienza laddove sia stata raggiunta la massima capienza dei locali, nonché di porre in essere soluzioni integrate con i gestori di impianti che dovranno regolare i flussi e alleggerirli in caso di maltempo.

Misure ad hoc in caso di condizioni meteo avverse
Vengono, inoltre, previste delle misure ad hoc da applicare in caso di condizioni meteorologiche avverse (temperature molto basse, bufere di neve ecc.). In particolare, in queste situazioni critiche, la struttura potrà dare riparo ai turisti, assicurandosi che tutte le persone indossino una mascherina chirurgica. In questa fase non potranno essere somministrati alimenti e, se possibile, si dovrà tenere aperta una porta o una finestra verso l’esterno.