L’emancipazione femminile con uno “stop” al patriarcato

Arte, Cultura & Società

di Francesca Leoci

11 Febbraio 2015. Istituzione della Giornata internazionale delle donne nella scienza.

Con la Rivoluzione francese nell’800 hanno avuto origine le prime ribellioni femministe in onore dell’emancipazione delle donne che lottavano per rivendicare i propri diritti, a livello politico culturale e sociale, come parte integrante di una società ancora sottomessa all’oppressione di genere. Tra le prime sostenitrici dell’emancipazione femminile abbiamo donne che pur di far valere la loro identità in un periodo prettamente patriarcale, pagavano con la morte sulla ghigliottina; l’inglese Mary Wollstonecraft, nel 1792, divenuta filosofa e scrittrice grazie al proprio studio da autodidatta, rivendica i diritti di tutte le donne sostenendo che “è ora di effettuare una rivoluzione nei modi di vivere delle donne – è ora di restituirle la dignità perduta – e di far sì che esse, in quanto parte della specie umana, operino riformando se stesse per riformare il mondo.”

Così nel corso degli anni ci imbattiamo nella conquista del diritto di voto, dei diritti civili, nella realizzazione e pubblicazione dei primi giornali femministi, e come su una scala ripida ma in salita, la donna progrediva pian piano facendo valere la propria persona con tutte le sue capacità; alcune di esse hanno fatto la storia, riconosciute per il loro intelletto, la loro vocazione e la loro forza.

Ricordiamo Maria Curie, fisica e scienziata rivoluzionaria capace di ricevere per ben due volte il premio Nobel – un film in suo onore è stato realizzato nel 2020 raccontando la sua storia; Rita Levi Montalcini, medico specializzata in psichiatria e neurologia; Margaret Hamilton, informatica statunitense che riuscì a sviluppare il software di bordo del programma Apollo 11 per lo sbarco sulla Luna; Kathrine Switzer, che violando le regole che impedivano alle donne di parteciparci, portò a termine una maratona di Boston; Rosa Parks, grazie a cui divenne illegale la segregazione raziale sui mezzi pubblici; Rosalind Franklin, scienziata inglese grazie a cui fu scoperta la struttura del DNA; Simone de Beauvoir, scrittrice e filosofa del ‘900 essenziale per l’emancipazione femminile.

È evidente come la donna abbia scritto la storia, ricordata negli anni per le sue realizzazioni e scoperte – di cui una volta si credevano capaci solo gli uomini come fittizia legge naturale – di cui ancora oggi noi godiamo, delle volte date anche troppo per scontato. Ma il nostro posto attuale nella società non è dovuto al caso o alla fortuna: è grazie a un lungo percorso di lotte e tenacia che la vita moderna della donna è divenuta realmente vivibile, sentendoci al pari dei diritti maschili, senza distinzione di genere.

Ricordate, e siate grate.