Poesia. Scirocco

Diritti & Lavoro

Scirocco

“Quand u Favùgn ‘mprén a Vorij

Basc’n i figghij jacquarùl”

 

(Quando il Faugno ingravida il Grecale

Nascono giorni d’acqua) 

Amo lo Scirocco

dai nostri vecchi chiamato

vento di faùgno.

Caos e disordine

Trauma e lacerazione

di stagioni immobili

Porta granelli di sabbia

e vortici di aridi deserti

Gialli scrosci di rabbia

ed impotenza

Voci di chi è senza voce

Aliti strozzati di chi non

sa più respirare.

Scrosta gli intonaci

Delle nostre case

Raschia le pareti delle

nostre anime.

Permea i pori della pelle

e inaridisce la trachea

Ostruisce le narici e

ottenebra gli occhi

della mente.

Ingravida il mare freddo

dell’indifferenza

Scatena temporali che dilavano

le croste e le ferite.

Acque feconde libera

che a nuove primavere

scuotono la terra

Di nuova linfa

di nuove speranze

dissetano l’umanità