Non chiuse il pub. Per i giudici non ha commesso il reato di pandemia

Non chiuse il pub. Per i giudici non ha commesso il reato di pandemia

La Procura di Bologna sosteneva invece che consentendo l’accesso degli avventori ne avrebbe meso in pericolo l’incolumità.

Il titolare del pub Halloween di Bologna non si è reso colpevole del reato di epidemia colposa per averlo tenuto aperto per più giorni nel gennaio di quest’anno nonostante le norme anti-Covid. Lo stabilisce il provvedimento del Tribunale del Riesame che ha accolto, in relazione a questa ipotesi di reato, il ricorso dell’avvocato Mauro Sandri disponendo la riconsegna del locale al gestore. 
Il sequestro è stato invece ribadito per la violazione dei divieti di somministrazione di bevande e alimenti firmati dal sindaco e dal Questore sulla base dei dpcm.
Secondo la Procura, Mattia Florulli “consentendo l’accesso, nel tempo, di numerosi avventori, poneva colposamente le condizioni di pericolo per la diffusione del Covid nei confronti della collettività (avventori, dipendenti, persone in contatto con questi soggetti) vuoi per il contesto di pericolosità derivante dal numero dei frequentatori che nel tempo si sono soffermati nel locale, vuoi per l’acclarata assenza nel rispetto di tali frequentatori delle più minimali regole di cautela”.

Tesi però bocciata dai giudici che depositeranno le loro motivazioni a un provvedimento che potrebbe essere ‘capofila’ per casi analoghi nei prossimi giorni.

AGI – Agenzia Italia

Evelyn Zappimbulso

Evelyn Zappimbulso

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