Il Commissario Ricciardi racconta la Napoli degli anni Trenta

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Dopo la trasformazione in serie televisiva di vari romanzi dello scrittore Maurizio De Giovanni, anche il suo personaggio più celebre, ossia il Commissario Ricciardi, sbarca sul piccolo schermo, preannunciandosi come il successo della prossima stagione. Merito sicuramente di un eroe timido e molto amato, come appunto Luigi Alfredo Ricciardi, ma soprattutto del regista che ha dato vita a questa produzione, ossia Alessandro D’Alatri, già alla regia della seconda stagione de I Bastardi di Pizzofalcone, altra opera tratta dai racconti di De Giovanni. Proprio il regista ha avuto modo negli ultimi tempi di raccontare qualche dettaglio su questa produzione che vede come grande protagonista la Napoli degli anni Trenta.

Napoli, fra eleganza e accoglienza

La città di Napoli è, insieme a Ricciardi, la grande protagonista di questa serie tv. Senza questo scenario decadente ed elegante allo stesso tempo, probabilmente le avventure del commissario che parla con i morti, raccogliendo le loro confidenze dell’ultimo istante prima di spirare, non sarebbero state le stesse. Riuscire a riprodurre l’architettura e la quotidianità di una Napoli pre fascista è stata una vera e propria scommessa, dagli esiti molto più incerti rispetto a quelli che si possono ottenere giocando sulla piattaforma Admiral Yes ! Nei romanzi, infatti, l’architettura della città viene descritta con grande perizia ma esistono pochi documenti video di repertorio di quegli anni e si tratta soprattutto di materiale politico custodito dall’Istituto Luce. Tuttavia il regista e la produzione hanno fatto un lavoro davvero ottimo.

Personaggi, costumi e scenografia de Il Commissario Ricciardi

Se riproporre la stessa scenografia dei romanzi, con una serie di strutture, di strade e di infrastrutture che ovviamente ormai non esistono più, è stato complesso, lo stesso si può dire per la scelta del cast e per i costumi. In tutte le puntate che compongono la prima serie, infatti, si muovono più di 360 personaggi, ognuno caratterizzato da uno stile molto preciso. Per questo motivo il reparto sartoria ha fatto un lavoro minuzioso innanzitutto di ricerca, per capire meglio gli stili e i tessuti utilizzati più frequentemente in quegli anni. Il risultato però non deluderà gli spettatori: le donne che si muovono, per un motivo o l’altro, intorno al Commissario Ricciardi sono sempre molto eleganti e anche la moda maschile fa onore a quello che è stato forse uno dei periodi più attenti alla moda come quello degli anni Trenta. Grande attenzione, infine, anche agli accessori e soprattutto alle auto, tutte d’epoca.