Secondo giro di consultazioni per Draghi. Fisco sia progressivo

Politica regionale, nazionale e internazionale

Via via che le diverse forze politiche sfilano davanti alle telecamere nella Sala della Regina di Montecitorio, si confermano i ‘posizionamenti’ gia’ emersi in queste ore. Leu – al cui interno e’ in atto una discussione tra le due anime, Articolo 1 favorevole al si’ a Draghi e Sinistra italiana piu’ scettica – ribadisce la disponibilita’ ad accogliere l’appello del Capo dello Stato rivolto a tutti i partiti che siedono in Parlamento, ma si riserva di decidere solo dopo aver ascoltato il programma e una volta che sara’ definita la squadra. Fratelli d’Italia resta ferma sul no all’esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce, pur garantendo una opposizione “leale”. Anche Forza Italia, per voce dello stesso Berlusconi – che torna nella Capitale dopo diverso tempo, inaugurando la nuova residenza romana nella villa sull’Appia Antica che fu del regista Zeffirelli – e’ pronta a fare la sua parte a sostegno di Draghi.

Terminati i colloqui con i partiti, Draghi incontrera’ gli enti locali, i sindacati e Confindustria. Ancora difficile fare una previsione sui tempi, anche se si ipotizza che il premier incaricato potrebbe sciogliere la riserva entro il week end e presentarsi davanti al Parlamento per chiedere la fiducia a inizio della prossima settimana. L’attesa e’ legata soprattutto al responso della rete: giovedi’ si sapra’ se gli iscritti al Movimento 5 stelle, chiamati ad esprimersi su Rousseau, decreteranno il si’ all’ingresso dei pentastellati nella compagine governativa o al contrario i 5 stelle dovranno restarne fuori. Nessuna certezza, ancora, nemmeno sui nomi: seppur da giorni impazzi il ‘totonomi’ dei futuri ministri, Draghi nei colloqui con i partiti non lascia trapelare alcuna anticipazione. Resta la richiesta della maggior parte delle forze politiche di un esecutivo politico, dando per scontato tuttavia che in alcuni ministeri chiave, tra cui il Mef, Draghi possa optare per una scelta tecnica. Si va invece delineando il programma. E’ lo stesso Draghi a illustrarne i punti cardine nel secondo giro di consultazioni. Accanto al capitolo scuola, inserito tra le priorita’ dell’esecutivo, il premier si e’ addentrato nel merito di alcune riforme, tra cui quella del fisco. Nessuna nuova tassa, e’ la parola d’ordine. Ma una riforma inserita in una logica europea. Draghi avrebbe ribadito piu’ volte l’intenzione del mantenimento della progressivita’ dei prelievi, prospettando una rimodulazione di aliquote e scaglioni, basata sull’equita’ e puntando al contempo sulla lotta all’evasione.

Altro tema prioritario per Draghi e’ la campagna vaccinale anti Covid. Il premier incaricato ha affrontato la questione con tutte le delegazioni, preannunciando buone notizie dall’Europa sui contratti per i vaccini. Come gia’ emerso ieri nelle consultazioni con le forze minori, il premier incaricato non solo ha intenzione di velocizzare la vaccinazione di massa, accelerando sulla distribuzione dei vaccini per alcune categorie, come gli insegnanti. Resta il ‘no’ di Fratelli d’Italia al governo Draghi. Ma Giorgia Meloni non esclude a priori l’astensione sul voto di fiducia. Si decidera’ dopo aver ascoltato il premier incaricato in Aula. Meloni conferma anche la disponibilita’ del suo partito a votare a favore dei provvedimenti necessari per il paese, preannunciando l’astensione sul Recovery. La leader di FdI, pur restando contraria al governo guidato dall’ex governatore della Bce, apprezza il “cambio di passo” rispetto al governo Conte: “Abbiamo anticipato al premier una serie di proposte e documenti, certamente non mi aspettavo che Draghi li leggesse di notte”.