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Poesia ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 9 febbraio 1874 nasceva a Brookline Amy Lawrence Lowell  poetessa statunitense, vincitrice del premio Pulitzer per la poesia nel 1926. Nonostante la condizione di agiatezza della famiglia e i profondi legami con Harvard (il padre ne fu addirittura a capo), Amy non poté mai frequentare l’università a causa di un diniego familiare, legato a sciocchi pregiudizi sessisti che la segnarono in profondità. Fu per questo, però, che cominciò a leggere voracemente, a collezionare spasmodicamente libri e a trovare nella parola scritta una vera e propria ragione di vita. La poesia tuttavia entrò nella sua vita solo a ventotto anni, dopo aver assistito in Europa a uno spettacolo di Eleonora Duse. La grande attrice italiana divenne così di fatto la sua prima grande musa, dando il la stura a una carriera che sarebbe culminata poi con il Pulitzer (postumo) nel 1926.

La lettera

Piccole contorte parole, scarabocchiate su tutto il foglio
come zampe di mosche infangate,che cosa potete dire della fiammante luna
trapuntata dalle foglie della quercia?
O della mia finestra senza tende,
e del nudo pavimento al chiaro di luna?
Le vostre sciocche astuzie e i vostri intrighi
non hanno nulla della florescenza del biancospino.
E questa carta è fragile, muta, liscia, vergine di dolcezza
sotto la mia mano.

Sono stanca, amore mio, di riscaldare il mio cuore
contro il tuo volere;
di spremerlo in macchioline d’inchiostro,
e di spedirlo per posta.
Ed io qui sola, brucio, sotto il fuoco
della grande luna.

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