Un Fantozzi o fantoccio come popolo?

Politica regionale, nazionale e internazionale

di Giovanni Mongelli

Alessandro Di Battista torna puntiglioso col premier incaricato Mario Draghi:

“È un bel direttore”, “è un santo”, “è un apostolo” sono le parole che Fantozzi, Filini e Calboni rivolgono all’Onorevole Cavaliere Conte Diego Catellani, neo direttore del loro ufficio, quando costui lascia la sala mensa dell’azienda, dopo aver invitato gli impiegati ad assistere, nella sua lussuosa villa, ad una partita di biliardo con il ragionier Ugo.

Sono, tuttavia, le stesse identiche parole che rivolge al Professor Draghi, la stragrande maggioranza dei giornalisti nostrani. Il giornalismo che diventa agiografia. Oltretutto tale genuflessione mediatica non fa nemmeno bene a Draghi. C’è il rischio che si convinca anche lui di avere proprietà taumaturgiche o di essere capace di moltiplicare pani e pesci. Ed allora è bene ricordare, anche a rischio di apparire sacrileghi, che ad oggi la sola cosa che il professor Draghi ha effettivamente moltiplicato, sono i titoli derivati italiani. Fu sotto la sua direzione del Tesoro che vennero sottoscritti contratti su contratti sui derivati, molti dei quali sono risultati tossici” 

Egregio dottore, professore, eccellenza, megagalattico, reverendissimo, megadirettore, super Mario Draghi, sono uno dei tanti “Fantozzi italiani” che assiste in questi giorni al teatrino della politica. La più alta carica dello Stato l’ha chiamata per capire se questa Italia si potrà ancora salvare o se sia meglio lasciarla andare alla deriva.

Lei in questi giorni ha ricevuto e ascoltato tutti – probabilmente dopo essersi imbottito di tranquillanti – e tutti le avranno esposto i loro quesiti, preoccupazioni e forse persino le ricette miracolose per salvare il Paese, dopo averlo affossato.

Io molto modestamente avrei solo qualche domanda da farLe, senza dare alcuna soluzione:

1) Lei sa che uno dei partiti che è venuto al suo cospetto è stato fondato con l’aiuto della mafia e il suo capo è un pregiudicato?

2) Lei sa che uno dei partiti che ha ascoltato è responsabile della “sparizione” di 49 milioni di euro e che al suo interno ci sono condannati, indagati, e rinviati a giudizio?

3) Lei sa che uno dei partiti che ha ricevuto, non esisteva prima delle elezioni del 2018? E che il suo capo aveva promesso che in caso di sconfitta del referendum si sarebbe ritirato dalla politica? Lei sa che la legge elettorale, da lui promossa (Italicum) – che sarebbe stata copiata da tutta Europa – è stata bocciata dalla Consulta? Lei sa che questo signore – che ha accusato l’ex premier Conte di essere un vulnus della democrazia – elogia uno stato dove la democrazia non esiste, ma in compenso gli ha aperto la borsa, premiandolo con 80 mila euro, per un discorso al cospetto del principe?

4) Lei sa che i partiti che oggi vengono da Lei, scorticandosi le ginocchia, sono gli stessi che hanno creato questa tragedia economica/finanziaria?

5) Lei sa che la stampa che oggi La santifica è la stessa che ha santificato coloro che hanno creato questo disastro?

6) Lei sa che questi benedetti 209 miliardi che arriveranno dall’Europa, sono il frutto di un lavoro infaticabile di un signore che – solo contro tutti – è riuscito a vincere la partita in Europa?

7) Lei sa che il signore che Lei (forse) sostituirà, è l’uomo più stimato d’Italia ed è stato defenestrato dall’uomo più detestato d’Italia, solo perché coloro che oggi vengono in processione da Lei vogliono mettere le mani sul malloppo?

Avrei altre domande da farLe, ma so che non posso approfittare della Sua pazienza, e quindi mi fermo qui.