La bellezza? Un’altra batosta!

Cronaca

di Romina Vidili

Nell’era del consumismo e del benessere l’aspetto esteriore può superare l’essenza dell’essere , in fatto di rilevanza.
E tutti sono disposti ad investire buona parte del proprio tempo e del proprio denaro, per occuparsi della cura del proprio aspetto.
E menomale, direbbero gli operatori del settore!
È in questo ambito che si colloca, infatti, il settore estetico, con gli operatori del benessere, gli estetisti, i parrucchieri ed i barbieri.
Ma, per quanto il settore sia cresciuto in maniera esponenziale, negli ultimi decenni, ha dovuto subire anch’esso diversi stop, causa pandemia.
Le perdite dal punto di vista economico, tra periodi di chiusura, rallentamenti, distanziamento e redistribuzione dell’afflusso, sono stati calcolati intorno al 50%.

Se a questo sommiamo un 10% di spese aggiuntive, per gli adeguamenti imposti, atti a limitare i contagi (secondo la genialità di qualche sprovveduto), un 10% di aumento dei costi da parte dei fornitori (che hanno subito perdite, a loro volta) ed un calo del 30% circa dei servizi richiesti, a causa delle cerimonie annullate e dei divieti di uscire di casa, si fa presto a quantificare quale sia l’entità del danno economico subito dalle suddette imprese.
Molti si sono visti costretti a diminuire il personale, altri a scegliere anche fornitori più economici, ma, ovviamente, sacrificando la qualità dei prodotti e dei servizi forniti, altri hanno preferito evitare di indebitarsi ulteriormente, chiudendo definitivamente l’attività.
Un settore non ancora definitivamente “morto”, grazie alle abitudini che si sono convertite in esigenze primarie, e alla forza di molti imprenditori, ma che è agonizzante, esattamente quanto tutti quelli che hanno subito le restrizioni.
Provvedimenti ancora meno giustificati, quando parliamo di parrucchieri ed estetisti, poiché stiamo parlando del settore più sicuro e sanificato, da sempre (e non in virtù dei DPCM della pandemia), a causa di leggi che prevedono l’utilizzo di mascherine e guanti, per parecchi dei servizi offerti, e igienizzanti, per ambienti e attrezzature, a base di quarzo, ozono e perossido, obbligatori.
E lo dico con cognizione di causa e 25 anni di esperienza nel settore.
Gli aiuti? Da considerarsi elemosina! E, da più di qualcuno, mai ricevuti!
La gestione? Grottesca!
E sarebbe bastato rivolgersi a persone con esperienza e competenze dirette, per evitare inutili e infauste decisioni, visto che ne abbiamo pagati ben 450 (di “esperti”) assolutamente inesperti.
In ogni settore, ovviamente, e non solo in quello dell’estetica.
E invece si è preferito assumere zanzarologi e circensi, che pensavano di rimediare alle proprie mancanze (di rotelle), con i monopattini ed i banchi a rotelle, appunto (il mistero ancora aleggia sulla ragione di queste 2 scelte), entrambi prontamente ed OVVIAMENTE considerati inadeguati e presto abbandonati.
Quindi, se è vero che, sacrificando anche un solo settore, l’economia generale inizi a barcollare, diventa semplice comprendere quale destino possa avere una economia in cui, i settori massacrati, raggiungono il 90 % della totalità.
Funerale delle p.iva in atto!
E… Ora che il Quirinale ha deciso di “riesumare” personaggi noti e più o meno inquietanti, che, a loro volta, riesumeranno altre “salme”, ci auguriamo che qualcuno riesca a far resuscitare anche l’economia italiana.