Effetto stadi vuoti: incassi da incubo, più gol e meno scontri verbali

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Con la maggior parte delle attività ferme o in fase di stagnazione anche il business del calcio nell’ultimo periodo è stato obbligato a ragionare sul proprio futuro. Le conseguenze di tale situazione sono state trasformate in numeri da parte degli analisti del pallone che hanno prodotto una serie di interessanti statistiche e proiezioni.
L’assenza di tifosi sugli spalti nei maggiori campionati d’Europa ha avuto innanzitutto un impatto devastante sugli incassi di Liga, Serie A, Premier League, Bundesliga e Ligue 1. KPMG Football Benchmark recentemente ha pubblicato un interessante studio sull’economia del calcio dal quale sono emersi dati tutt’altro che incoraggianti. Tutti i maggiori club europei hanno avuto infatti un allarmante calo di ricavi. Se dal 2016 al 2020 le 32 squadre di club europee ai vertici del ranking UEFA potevano registrare un aumento annuale del valore d’azienda di 10,9 punti percentuali, tra il 2020 e il 2021 appena iniziato sono invece già stati mandati in fumo circa 5 miliardi di euro.

Un dato da incubo che ha portato ad esempio Andrea Agnelli, presidente dalla Juventus (il club più blasonato della Serie A) e della European Club Association (ECA), a lanciare l’allarme in Lega dopo che Banca Imi ha stimato un buco di 110 milioni di euro entro il termine del 2021 per la società bianconera. Un danno derivato solo in parte dalla mancanza di tifosi allo stadio (valutato con una perdita in negativo di 20 milioni) e dipendente per la maggior parte dai mancati incassi televisivi (45 milioni)e dagli introiti delle sponsorizzazioni (circa 40 milioni). Del resto un calcio senza tifosi non è poi così appetibile a livello pubblicitario e l’assenza di pubblico sugli spalti non ha portato per converso ad un incremento degli abbonamenti alle pay per view anche perché di solito chi va allo stadio già possiede un abbonamento per seguire la propria squadra del cuore ad esempio anche in trasferta. I tifosi contribuiscono infatti a rendere il gioco più appetibile. Le partite senza atmosfera sugli spalti sarebbero infatti meno interessanti a livello di marketing. Quelle aziende un tempo disposte a versare cifre considerevoli per avere il proprio logo sulla maglia di una squadra o sui cartelloni a bordo campo oggi chiedono sconti o scelgono di investire altrove.
Nel frattempo anche la Premier League è dovuta correre ai ripari finanziando un bailout da 250 milioni di sterline che aiuterà i club minori a non scomparire.
Intanto anche il valore dei calciatori a livello globale è in caduta libera con un deprezzamento del 14,4% delle quotazioni dei cartellini dei vari Messi e Ronaldo. Numeri che rischiano di far crollare l’intero sistema calcio e che potrebbero portare diverse storiche società a chiudere i battenti in mancanza di un cambio di rotta repentino.

Analizzando invece gli aspetti positivi della situazione, il calcio senza tifosi ha avuto ad esempio un buon impatto sul numero di gol segnati aumentando di spettacolarità. Secondo un’analisi della BBC, nelle prime 38 partite del 2020/2021, le reti dei campi di calcio della Premier League sono state gonfiate 144 volte, ben 40 gol segnati in più rispetto alla scorsa annata calcistica (la più alta media gol dal 1930 pari a 3,79 a partita). Lo stesso andamento positivo si segnala anche in Serie A e negli altri maggiori campionati europei. Un effetto che secondo l’opinione degli scienziati e dei calciatori stessi potrebbe essere derivato da una duplice causa: la maggior tranquillità degli attaccanti (non più beccati dal pubblico e quindi più inclini a provare giocate spettacolari) e anche dalla scarsa attenzione di difensori e portieri che senza caos sugli spalti avrebbero meno adrenalina e sarebbero così più inclini ad errori marchiani e distrazioni.

Altro aspetto positivo, sempre derivato dalla mancanza di pubblico sugli spalti, sarebbe quello della minore fallosità dei calciatori. Secondo l’università di Salisburgo l’assenza di cori, incitamento e urla dagli spalti contribuirebbe ad abbassare il livello di testosterone dei giocatori in campo favorendo così un gioco più fluido e meno contatti duri. Questo rinnovato fairplay inciderebbe anche sul numero di gol segnati dal momento che in assenza di gioco spezzettato si gioca di più, con una diminuzione di punizioni stimata intorno al 3,8 per cento.