Una civiltà incivile: Hilarry Sedu parla

Diritti & Lavoro

I diritti degli altri, accoglienza e integrazione in Italia.

di Francesca Leoci

Confermiamo di essere un popolo di ignoranti, quando alla prima occasione la nostra personalità incivile salta fuori.

34 anni, laureato, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, e candidato in una lista civica alle elezioni Regionali in Campania, però… di colore. Certamente la storia qui cambia perché, se pur essendo un uomo rispettabile e colto, la tua immagine agli occhi della gente “normale” diviene dubitabile se prendiamo in considerazione il colore della tua pelle. Questo accade nel Tribunale di Minorenni di Napoli, quando il giudice onorario alla vista dell’avvocato Hilarry Sedu, ha chiesto di visionare il suo tesserino dubitando del suo ruolo. A raccontare questo episodio è stato lo stesso dottor Sedu, affermando quasi con ironia che “più che razzismo, credo sia trattato di idiozia” esprimendo il suo disprezzo nei confronti del comportamento di un organo amministrativo che “andrebbe rimosso, perché non è possibile che accadano ancora cose del genere, sintomo di un retro pensiero duro a morire”.

La questione non è tanto l’atto in sé, quanto il susseguirsi di questi episodi che ancora oggi, nel 2021, siamo dovuti ad ascoltare con dispiacere – spero tutti – e con sdegno verso una popolazione che a quanto pare non ha fatto gran passi avanti negli ultimi secoli.

Ebbene sì, fin quando coesisterà ancora la capacità di vedere del “diverso” nel prossimo unicamente a causa del colore della propria pelle o della propria provenienza, questa civiltà resterà incivile.