Progetto Arte. Le nostre interviste

Arte, Cultura & Società

Intervista, di Fedele Eugenio Boffoli, a Miguel Gomez  

Miguel Gomez (Michele Loiacono), pittore, incisore, performer, nato a Wiesloch (Germania) nel 1962, figlio d’arte e un curriculum chilometrico, ha compiuto studi artistici, tra Bari e Torino, e collaborato con artisti di fama internazionale (Emilio Greco, Aligi Sassu, Renzo Vespignani, Enrico Baj), come artista di strada ha girato l’Europa; dal 1994 si è dedicato alle nuove espressioni artistiche e sperimentato, dal 2009: body art, performance art, video art, installazioni, ecc. Risiede, attualmente a Casamassima (BA). Vuole aggiungere di sé qualcosa?

<<Sei stato esaustivo, in poche righe hai sintetizzato, posso solo aggiungere che lo stimolo definitivo a percorrere la strada dell’arte è avvenuto in tenera età quando ero a Parigi, ho avuto la fortuna di poter frequentare gli atelier di due grandi dell’arte, Salvador Dalì e Pablo Picasso, di quest’ultimo il mio ricordo non è piacevole perché percepivo un uomo scostante, scivoloso, poi in seguito ho potuto capirne il perché studiando più a fondo la sua vita, al contrario Salvador Dalì è stato colui che ha acceso il fuoco dell’arte spronandomi, seppur piccolo, con un dono che oggi conservo e che uso, si tratta di una delle sue tavolozze, più che un regalo è stato uno scambio, lui mi ha chiesto di fare un disegno che ho realizzato con piacere e il ricordo più bello sono state le sue parole, descrivo il momento perché per me è rimasto intatto, ha preso il disegno lo ha guardato e lo ha riposto all’interno del suo mantello, poi mi detto: “toi ici ma petite fleur”. Dopo pochi giorni nel suo studio mi faceva dono di una delle sue tavolozze a condizione che la dovessi usare quando sarei diventato più grande… per anni dopo che sono diventato adulto l’ho tenuta come una reliquia, oggi ho preso il coraggio di usarla e la adopero quando dipingo qualcosa che ho particolarmente a cuore.>>

Da qualche anno a questa parte, si è espresso, oltre che come artista, anche come organizzatore di prestigiosi eventi d’arte e culturali, ce ne parla?

<<Con piacere, tutto nasce nel 1985 quando ricevo un invito a trasferirmi a New York per conto di una galleria, mi proponevano un contratto semestrale, in quegli anni la città di Bari era in pieno fermento culturale ed io facevo parte di un gruppo di artisti denominato “il gruppo dell’aurora boreale”, era composta da pittori, danzatori, cantanti, musicisti e il fuoco dell’arte ci aveva “ustionati”, nonostante il fermento comunque c’era sempre la difficoltà di noi giovani ad emergere e i baroni dell’arte, soprattutto della critica si erano innamorati del denaro, noi giovani ne avevamo poco a disposizione, comunque non sufficiente a soddisfare le voglie di costoro che nonostante gli anni passati ancora oggi si sentono  baroni e cercano di influenzare l’arte, presi la decisione di non firmare il contratto convinto che nella mia città si doveva fare qualcosa che fosse alternativo a questo gioco di potere. Ci sono voluti anni, parecchi ma oggi posso dire che nel mio piccolo qualcosa l’ho fatta, intessendo rapporti con artisti di tutto il mondo, esponendo in vari paesi, come l’America, Australia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Grecia, Croazia e ovviamente in Italia, pian piano il mio curriculum e l’esperienza si sono ingranditi, poi ho fondato l’associazione Federico II Eventi con cui ho iniziato ad organizzare eventi d’arte internazionali come EXCHANGE dove ho organizzato la prima mostra nelle vetrine dei negozi di via Manzoni, 33 artisti italiani a confronto con 33 artisti di New York, EXCHANGE ha avuto una grande collaborazione in seguito con la Croazia e con il gruppo d’arte “Gruppo 69” di Zagabria, collettivo di artisti che ha fatto molto per salvare artisti durante la guerra nella ex Yugoslavia, sempre con la Croazia ho collaborato con lo scambio di artisti, conosciuto Vladimir Dodig “Trokut” fondatore dell’Antimuseo e collaboratore di Joseph Beuys e John Cage, nel 2005 la prima edizione di Women in…Art grazie alla collaborazione di una scrittrice importante Yolande Villemaire, artista canadese che fa parte del famoso Pen Club di Parigi, oggi Women in…Art festeggia la sua decima edizione e grazie a tutte queste edizioni ho potuto conoscere e portare a Bari artiste di mezzo mondo. L’incontro con Saverio Fiore e Mons. Antonio Parisi, Presidente dell’associazione Vallisa cultura mi hanno dato quello che mancava, le sedi dove poter operare in autonomia in particolar modo presso la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, così è nato un sodalizio fatto di idee comuni e sostegno a tutte le  forme d’arte e mi ha portato a poter creare, grazie a questa sinergia, la Biennale di Bari “Bibart Biennale Internazionale di Bari e area Metropolitana” che nelle prime due edizioni ha avuto quasi 40.000 visitatori, ma sono ancora diverse le direzioni artistiche internazionali ne cito solo alcune: Mediterraneo Frontiera di Pace, mostra fatta in occasione della venuta di Papa Francesco nel febbraio 2019, Digital video art festival in collaborazione il walk digital fest di Atene.>>

Il mondo dell’Arte è in chiaro disfacimento, questo di pari passo con la crisi globale, economica, sociale, culturale; come se ne verrà fuori?

<<Domanda da milioni di dollari, indubbiamente la situazione italiana è messa molto male, sia per il mercato dell’arte contemporanea, valiamo meno dell’1% del mercato mondiale e sia per la situazione museale messa altrettanto male, vecchia e stantia a cui manca il dinamismo che oggi la società ci chiede. Il mercato dell’arte in Italia vale poco perché siamo perennemente in ritardo e carenti di strutture adeguate alla promozione dell’arte, dove gli artisti giovani e non, possano realmente trovare asilo. Il mondo politico ha una grave responsabilità, perché si preoccupa del proprio elettorato e poco dello sviluppo concreto dell’arte sia sul territorio e ancor meno verso l’estero. Ti sei mai posto la domanda del perché le grandi fondazioni d’arte contemporanea investono poco in Italia? Perché il sistema è corrotto, perché i fondi europei sono gestiti male, il classico gli amici degli amici, e poi ci sono pochi progetti validi proposti, è il cane che si morde la coda, spesso sono sempre i soliti vicini alla politica ad approcciarsi ai progetti europei pertanto non c’è visione di nuove idee, quando poi si arriva ad utilizzare influencer per rilanciare immagini dei musei direi che siamo oltre la frutta, in sintesi la mancanza di investimenti mirati a sviluppare i mercati si ripercuote sul mercato dell’arte che non trova grandi interessi perché siamo poveri di proposte e non perché non abbiamo artisti capaci di proporle ma perché il sistema non è in grado di dare gli spazi adeguati e dove questo c’è la politica del voto fagogita a proprio interesse, mi fermo qui perché potrei dilungarmi al sistema universitario che in una nazione come la nostra offre una preparazione per curatori quasi totalmente teorica pur avendo immenso materiale artistico storico e contemporaneo a cui attingere per sviluppare tirocini concreti e di qualità, quando questi ci sono accade frequentemente che questi giovani neo laureandi si trovino a fare biglietteria e quando va bene guida turistica gratuitamente per l’ente, pagato dallo stato, che ospita i tirocinanti. Non è difficile venirne fuori, l’arte è diventata come le elezioni politiche ci sono gli artisti che devono andare avanti e quelli sono i primi in lista il resto è il brodo che comunque va bene. Cosa fare per uscirne, per uscirne troviamo più luoghi dove fare arte, appropriamocene lasciando fuori il business e la politica, portiamo l’arte alla portata di tutti, scrolliamoci dell’abito radical chic intellettualoide, scrolliamoci della critica, puntiamo all’emozione, rendiamo l’arte lo strumento che davvero potrà salvare il mondo… la bellezza di fare e usufruire dell’arte senza sovrastrutture.>>

Le nuove tecnologie multimediali, il web e le piattaforme social, introducono delle nuove modalità di realizzare e veicolare l’arte, che non può però omologarsi e svuotarsi dei preziosi contenuti, necessari alla vita, come sembra tristemente accadere, come ovviare a ciò?

<<Il web è indubbiamente un grande strumento di comunicazione e ha introdotto anche nuove tecnologie per fare arte, sicuramente accorcia le distanze, oggi si possono vedere opere museali con un solo clik, ma vedere da vicino il cristo velato di Giuseppe Sammartino nella cappella San Severo a Napoli è altro, l’arte è energia, emozione, è stupore, e questo il web non può darcelo, l’arte è comunicazione fatta di amore, pelle, sensazioni e non si può fondere al web, l’arte visiva come la pittura, la scultura, le  azioni performative, la musica, la danza, il teatro, deve essere fruita con tutti sensi. Come sempre l’uomo ha la capacità di inventare grandi cose poi in contrapposizione è capace di esasperare il tutto come oggi, il web da grande strumento di comunicazione oggi è la via immediata del business, ma la cosa più aberrante è la maschera che ci consente di avere, ci nascondiamo dietro un monitor, che sia tablet, pc, o telefono e lì costruiamo i nostri personaggi immaginari perdendo a poco a poco la capacità di comunicare faccia a faccia. Tutto scorre veloce, immagini su immagini, tutto si contamina, l’arte è slow non è fast, è espressione dell’animo umano, della capacità di correlare pensiero, anima (momento dell’ispirazione), e manualità, ossia la virtù di dare forma, colore, suono, voce, volume, è astrazione che si sposa alla necessità fisica di toccare l’arte quindi il pensiero. Non possiedo la soluzione alla tua domanda come ovviare… ma nel mio continuo a fare arte con tutti gli strumenti che ho a disposizione oggi, con le cromie dell’anima diluite con elisir d’amore.>> 

E’ evidente che in questo tempo di pandemia “non è andato tutto bene”, come si diceva, e gli artisti e l’Arte, tutt’oggi, si leccano le ferite, cosa non ha funzionato per loro e cosa chiedere alle Istituzioni?

<<Certo è evidente che nulla ha funzionato, e mi rifaccio a quello che ho detto poco fa, con la politica lontana dal mondo dell’arte e il mondo dell’arte asservito alla politica che risultato potevamo avere? In Italia non esiste da sempre un albo degli artisti. Ristori, compensi, arte on line, un caos pazzesco, apriamo i teatri, chiudiamo i teatri, le gallerie i musei, se non esiste un albo degli artisti chi aiutano? Me lo sono chiesto, si sono fatti bandi per progetti on line, ma i pagamenti sono lunghi, i bandi sembrano scritti da impossessati del demonio, davvero un caos in cui si è cercato di accontentare con pochi spiccioli, e ovviamente chi vive con spiccioli li accetta, sono importanti, ma nessun progetto vero visionario, cosa possiamo chiedere a chi non ha orecchi?>>

Non poteva mancare una domanda sulla Scuola: ritiene adeguato l’interesse che si attribuisce all’Arte nell’insegnamento dei vari livelli? Quali le sue indicazioni?

<<L’interesse che si attribuisce all’arte nella scuole italiana è ridicolo, se poi lo rapportiamo alle scuole di settore, licei artistici e accademie, la situazione diventa grottesca, per i licei si parla di 3-4 ore settimanali, come possiamo sperare di avere giovani che si innamorino dell’arte se non la facciamo conoscere? L’arte è la storia dell’uomo, è materia umanistica, è testimonianza, prova a pensare tra 100 anni cosa si studierà della storia dell’arte del XXI secolo? Ironicamente risponderei passiamo direttamente al XXII. Se provassimo da chiedere a qualcuno a caso chi sono i grandi dell’arte di questo secolo? Non ci sarebbe risposta, tutto è confuso, è un caos anomalo, non è entropico, a mio avviso l’anomalia sta nel fatto che oggi la confusione e tanta da formare per assurdo una linea retta un elettroencefalogramma piatto. Le indicazioni sono semplici, rivedere seriamente l’importanza dell’Arte come fatto storico e come manualità importante anche dal profilo psicologico, non si può avere solo una manualità da tastiera…>>

Quali i suoi prossimi impegni? Eventi, progetti, e quant’altro?

<<I progetti immediati sono Women in…Art 2021 decima edizione che si terrà dal 17 aprile al primo maggio 2021, con artiste italiane, greche, spagnole, americane, palestinesi ed egiziane, pittura, installazioni, fashion, letteratura e videoart. La mia arte partecipazione, con un’opera realizzata apposta, ad una mostra per l’accensione della fiamma olimpica ad Olimpia in Grecia che poi proseguirà a Tokyo per l’apertura delle Olimpiadi, insieme ad altri 90 artisti selezionati da tutto il mondo. Dal 2 luglio al 29 agosto 2021 la terza edizione di Bibart Biennale Internazionale di Bari e area metropolitana che si terra in quattro location diverse e la seconda edizione del premio nazionale letterario Vittorio Stagnani, poi ci sono altri progetti, ma per questi top secret…>>