Caro Draghi

Politica regionale, nazionale e internazionale

Se il premier incaricato, Mario Draghi, riuscisse nel tentativo di dare un governo al Paese, personalmente mi auguro che in lui prevalga la stessa serietà e ragionevolezza che ha ampiamente dimostrato durante la crisi finanziaria del 2011, quando era a capo della Bce. Ciò soprattutto in relazione al tema fondamentale che riguarda, a mio avviso, il futuro prossimo della nazione. Ovvero, come ridare la libertà sociale ed economica sottratta agli italiani dalla dissennata linea di divieti e restrizioni fin qui seguita a tutti i livelli, ponendo fine ad un clima di isteria collettiva che sta paralizzando il Paese.

In tal senso, occorre sottolineare, la durezza e la rigidità delle stesse restrizioni appare direttamente proporzionale al terror panico che serpeggia in gran parte della popolazione, la quale è indotta a credere dalle stesse misure che il virus stia letteralmente dilagando. E a nulla serve citare numeri e diagrammi che, sempre più chiaramente, segnalano una significativa attenuazione dell’emergenza sanitaria. Avendo scatenato l’inferno di una pura reazione emotiva di massa, con la grave complicità del giornale unico del virus, i geni che hanno fin qui condotto la folle guerra al Sars-Cov-2 hanno creato nella popolazione una tale paura che nessun elemento razionale, per quanto inoppugnabile esso possa sembrare, può in nessun modo attenuare in maniera significativa.

Solo un drastico e coraggioso cambiamento nella politica sanitaria, con decise aperture su tutti i fronti, continuando ovviamente a proteggere i fragili, sarebbe in grado di riportarci verso quella auspicata normalizzazione, evitando il collasso sistemico di un Paese da tempo ben oltre l’orlo di una crisi di nervi. Io credo e spero che il buon Draghi non voglia, ammesso e concesso che trovi la necessaria maggioranza in Parlamento, governare una collettività annichilita dalla paura, impoverita dalle chiusure, costretta a vivere in libertà vigilata e ad uscire all’aperto come un branco di mummie.

In caso contrario, se il nostro eroe intenderà proseguire la politica insensata di chi lo ha preceduto, penso proprio che egli non passerà certamente alla storia come l’uomo che ha salvato l’Italia dal baratro in cui stiamo precipitando da un anno.

Evelyn Zappimbulso