La farrata – storia di un amore in capitanata

Arte, Cultura & Società

IL Carnevale Dauno sarebbe giunto, quest’anno, alla sua 68esima edizione.

Sfilate, coriandoli, carri maschere, balli e colori hanno dovuto subire uno stop, restando riposti in soffitte e cantine, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.

Per i sipontini, che sono gli abitanti di Manfredonia e che amano essere chiamati così, in onore della Madonna di Siponto, patrona, insieme a San Lorenzo Maiorano, della città, il Carnevale è sempre stato motivo di immenso orgoglio.

Tante le manifestazioni e gli eventi, solitamente organizzati dalle varie associazioni, per le vie della città.
Intensa la festa che, nei giorni delle sfilate, si respira nell’aria, insieme al profumo inebriante delle tradizioni culinarie.

Il Carnevale Dauno, infatti, è caratterizzato da 2 particolari espressioni, tipiche della cucina Manfredoniana: le “chiacchiere”, dolci sfoglie, conosciute e preparate in tutta Italia (chiamate anche frappe, cenci, bugie e coriandoli) e le “farrate”.

È proprio su quest’ultima prelibatezza che desidero soffermarmi, per raccontare la sua storia.

La Farrata è un delizioso rustico salato, della città del Gargano, preparato con ingredienti della civiltà arcaica: farro macerato, ricotta pecorina del Gargano, menta maggiorana, tuorlo d’uovo, cannella e pepe. La sua ricetta si tramanda da circa 2000 anni ed è un prodotto della tradizione, di forma rotonda, fatto con sottili strati di pasta, dal diametro di 10 cm circa.

Il nome deriva dal farro (ora sostituito dal grano) che, anticamente, veniva utilizzato per la pasta sfoglia e all’interno del ripieno, soffice e profumato, a base di ricotta. Tale rustico si prepara principalmente in questo periodo, ma, ultimamente, è possibile gustare questa delizia, anche in altri periodi dell’anno, nella zona di Manfredonia. E ciò che davvero rende unica e speciale la farrata è assolutamente tutto l’amore che, le massaie, mettono nella preparazione di questo rustico.

Questa prelibatezza, che si trova facilmente in tutti i panifici, le pasticcerie, i bar ed i ristoranti di Manfredonia, può ritenersi un interessante ed ulteriore incentivo, per venire a visitare questa ridente cittadina.

Romina Vidili

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